Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Il bio-gasolio della raffineria ENI

Nella foto: La raffineria livornese ENI.

LIVORNO – Arriva dopo quelle della periferia di Venezia e a Gela, ma sarà la più prestante e la più moderna. Si parla molto in questi giorni della conversione in bio-raffineria del vecchio e da anni fermo impianto dell’ENI a Livorno, dove di recente c’è stata la cerimonia della prima pietra per quello nuovo. 

Da parte livornese, c’è sollievo per la nuova realtà che ha garantito il reimpiego dei circa mille lavoratori – 400 diretti, il resto nell’indotto – a fronte delle precedenti ipotesi, che parlavano di un non meglio definito polo logistico, da qualcuno visto in concorrenza indiretta con l’interporto di Guasticce e i terminal portuali. La gran festa della prima pietra, con le Autorità regionali e locali schierate a cogliere gli applausi, non ha fatto dimenticare che l’autorizzazione unica finale – la VIA è stata ottenuta dopo alcuni mesi – è ancora da venire. La burocrazia delle carte non perdona.

La bio-raffineria produrrà 500 mila tonnellate all’anno di diesel biologico (olii vegetali idrogenati) ricavato da scarti di grassi animali, organico di rifiuti domestici e olii vegetali importati da piantagioni ENI in Africa. Secondo il direttore della raffineria di Livorno, che continuerà fino alla nuova fase solo come distributore di diesel importati – “a breve il personale sarà impegnato in progetti di riqualificazione in preparazione dei nuovi criteri operativi”.

La bio-raffineria dovrebbe cominciare ad operare nel 2027, con un investimento ad oggi previsto intorno ai 600 milioni di euro. Sarà anche un segnale di speranza per i motori diesel, che ancora sono la stragrande maggioranza in Italia specie per il trasporto pesante: il carburante prodotto a Livorno sarà infatti compatibile con tutti i motori a gasolio senza interventi sostanziali.

Pubblicato il
23 Ottobre 2024
Ultima modifica
24 Ottobre 2024 - ora: 12:22

Potrebbe interessarti

Addio amico Giorgio

LIVORNO. Non è soltanto la scomparsa a 91 anni di un importante imprenditore del settore portuale: la morte di Giorgio Fanfani, avvenuta nella notte di domenica, segna la perdita di un altro pezzo dell’anima...

Leggi ancora

Il provvisorio permanente

Non sottovaluto, certo, i mille problemi che travagliano l’Autorità di Sistema Portuale del povero presidente Gariglio, stretto tra le morse della politica in zuffa continua e quelle degli operatori che pretendono scelte rapide e...

Leggi ancora

Se il domani è già oggi…

«Tutto in ritardo e oggi questo, alla luce della velocità con cui si concretizzano i cambiamenti nello scenario geopolitico e in quello dell’interscambio mondiale, quella che era considerata una regola non scritta, ovvero il...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio