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La maxi sagra del totano e del vino

Nella foto: L’assessore al turismo Alice Bollani.

CAPRAIA ISOLA – Non ce l’ha fatta nemmeno nel maltempo, che ha imperversato solo con brevi schiarite, per ridurre l’afflusso dei turisti e dei tanti amici per i tre giorni della storica sagra del totano dal 25 al 27 del mese scorso: letteralmente presa d’assalto la nave della Toremar, gli alloggi temporanei, persino il campeggio. Sul porto sono state allestite decine di bancarelle, protette dalle tende, con tutte le ricette dei totani proposte dai ristoranti dell’isola. In parallelo si è svolta anche la gara di pesca al totano divisa in due categorie: dalle barche e da terra.

Nelle foto: Una zona coltivata a vigna.

Il totano tirrenico, che differisce poco dal calamaro, è una leccornia che cucinata come si deve, ed insaporita dalle erbe aromatiche dell’isola, è il sogno dei ghiottoni. L’assessorato all’ambiente di Capraia, retto dall’imprenditrice vinaria Alice Bollani, ha messo a disposizione in un apposito box sul porto anche tutta la produzione delle viti che da anni sono state istallate, curate e protette sulle pendici dove un tempo c’erano le coltivazioni della colonia penale. A Capraia la tradizione dei vini genuini è secolare e quelli oggi prodotti, in particolare in località La Piana ma anche verso il Dattero. Sono degli ottimi aleatici, con in testa il Palmazio, e anche un rosso intenso battezzato con il nome della punta estrema a su dell’isola, lo Zenobito. Altra micro-azienda che produce ottimi vini è quella della Mursa, che si è arroccata vicina a una delle vasche di raccolta dell’acqua dell’ex colonia penale, e produce un Sulana che viene giudicato eccezionale.

Pubblicato il
6 Novembre 2024

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