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Lo zolfo nel fuel navale messo al bando dalla UE

Accolte le indicazioni dell’IMO che chiede di ridurlo allo 0,5% in pochi anni – Le preoccupazioni dell’armamento nazionale per i costi e le disponibilità

ROMA – Se ne parla da anni, e con la disponibilità di massima degli armatori, ma anche con cento difficoltà reali legate anche ai costi. Adesso però l’Unione Europea sembra decisa a stringere i tempi. E si è data nei giorni scorsi una normativa molto rigida: dal 2020 entrerà in vigore una normativa che dovrà tagliare drasticamente il contenuto di zolfo dei carburanti delle navi. Saranno adottate le indicazioni dell’IMO (International Maritime Organization) secondo le quali l’attuale percentuale massima di zolfo del 3,5% dovrà scendere nel 2020 a non più dello 0,5%. Manca solo l’approvazione, peraltro scontata, del parlamento europeo.

Gli armatori italiani ne hanno discusso proprio in questi giorni al ministero dell’Ambiente, dove è stata loro illustrata la decisione del parlamento europeo. E sembra che pur d’accordo sul principio, abbiano però sostenuto che esistono difficoltà oggettive, sia di costo dei carburanti a contenuto di zolfo praticamente nullo, sia della loro reale reperibilità sul mercato italiano. Secondo quanto si afferma negli ambienti tecnici, la riduzione al minimo storico dello zolfo non è però l’unica soluzione per ridurre l’inquinamento da fumi navali: esistono anche sistemi di “scrubber” che consentono di filtrare i fumi abbattendone le componenti nocive. E che peraltro hanno anch’essi un costo.

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Ma a quanto pare la decisione della UE sulle percentuali di zolfo da eliminare non prevede deroghe. Anzi entro tre anni sul Baltico sarà ammesso un limite ancora più basso, non oltre lo 0,1% di zolfo, con possibili riduzioni ulteriori (praticamente niente più zolfo) per la navigazione entro 12 miglia dalla costa.

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Pubblicato il
20 Giugno 2012

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