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L'INCIDENTE DELL'AMBULANZA

Noi volontari e il sistema che tiene perché c’è chi non si tira indietro

Pubblichiamo una lettera aperta che esce dai canoni standard di un giornale economico come la Gazzetta Marittima: ma riteniamo che le questioni poste dal presidente del coordinamento delle Misericordie fiorentine meritino attenzione al di là degli steccati fra argomenti. Eccone il testo

Il funerale dei due volontari della Misericordia morti a bordo dell’ambulanza nell’incidente sulla autostrada A1

Una tragedia ci ha attraversati, ma non possiamo permettere che il silenzio torni a coprire ciò che ogni giorno viene ignorato. Una settimana fa, sull’autostrada A1, due volontari della Misericordia di Terranuova Bracciolini, insieme a un paziente, hanno perso la vita durante un soccorso. Erano in ambulanza. Erano in servizio. Erano, come sempre, al servizio degli altri. Sabato li abbiamo salutati, nell’abbraccio di una folla immensa e commossa.

Il dolore è profondo, e davanti al dolore, spesso ci si ferma. Si esprimono cordogli, si abbassano le bandiere, si osserva un minuto di silenzio. Poi si volta pagina. Ma noi non possiamo permetterci di voltare pagina. Perché questa pagina parla di un sistema che ogni giorno si regge su uomini e donne silenziosi, troppo spesso invisibili, ma determinanti.

La verità è che su quell’ambulanza c’eravamo tutti. Tutti noi che ogni giorno mettiamo una divisa per stare accanto a chi soffre. Forse Giulia e Gianni stavano rassicurando il paziente, parlando piano per alleggerire il viaggio. Forse si scambiavano un sorriso, un progetto per l’estate. Sicuramente erano presenti, con la mente e con il cuore, come sempre.

Ed è questo che fa male: sapere che a farsi carico di certe emergenze sono persone che lo fanno per scelta, non per dovere, che si assumono sulle spalle il peso di un sistema che spesso scarica altrove le sue mancanze. Perché, diciamolo chiaramente: se la rete sanitaria fosse davvero strutturata, efficiente, vicina ai territori, molti dei trasporti che oggi gravano sul volontariato non sarebbero necessari.

Ma quando tutto il resto manca, ci siamo noi. Non per obbligo, ma per senso di responsabilità. Non perché sostituiamo chi dovrebbe decidere, ma perché non possiamo accettare che qualcuno resti solo. Il volontariato non è un’alternativa al sistema: è ciò che lo tiene in piedi quando tutto il resto crolla.

E allora, oggi più che mai, dobbiamo dirlo ad alta voce: Giulia e Gianni sono morti perché hanno scelto di esserci. Per questo non basta ricordarli. Dobbiamo cambiare sguardo: riconoscere davvero il valore di chi serve in silenzio, fare il possibile per proteggere chi ogni giorno tiene accesa la luce in un Paese che troppo spesso dà tutto per scontato.

Andrea Ceccherini

(Andrea Ceccherini è presidente del coordinamento delle Misericordie Fiorentine)

Pubblicato il
11 Agosto 2025
di ANDREA CECCHERINI

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