Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Per difendere la pace…

La Portaerei Cavour

Guerra e pace, più guerra che pace: sembra l’amara, eterna storia dell’uomo. Così, per preservare la pace, sembra proprio che non ci siano che le armi: si vis pacem, para bellum, dicevano nell’antica Roma.

E sembra che  quel principio sia oggi più che attuale: tanto che – si legge – la stessa Germania, che pure dalle guerre ha sofferto lacrime e sangue, sta riarmandosi con l’obiettivo prossimo di tornare ad essere la seconda potenza militare al mondo, dopo gli Usa e prima di Cina e Russia. La stessa Unione Europea, che ha sempre infarcito i suoi programmi di sviluppo con  il refrain della pace, sta riarmandosi per superare quello che oggi viene definito con disprezzo globale il suo status: una tigre di carta.

E l’Italia? D’accordo, per unanime volontà – europea ed occidentale in senso lato – sta cercando di darsi una mossa, con un progressivo, anche se ridotto aumento delle spese militari. Fincantieri per prima e il consorzio internazionale Leonardo hanno già buone radici. Ma ci sono indiscrezioni che rivelerebbero progetti molto impegnativi: come quello che si è lasciato scappare l’ammiraglio Enrico Credendino, capo di Stato Maggiore, il Cavour, che può vantare un armamento significativo, compresi i caccia da superiorità aerea F-35B (una dozzina, acquistati dagli Usa). Ma il suo principale limite, secondo Credendino, è l’autonomia della nave, che è sufficiente per missioni brevi in Mediterraneo ma non oltre. Se però l’Italia vuol difendere anche le sue rotte commerciali extra-Mediterraneo, che stanno diventando sempre più determinanti per la nostra economia, il Cavour ha il fiato troppo corto, mentre una più  grande portaerei a propulsione nucleare sarebbe l’optimum. Ce l’hanno già, come noto, sia gli Usa, sia la Russia e la Cina, sia – per fermarci all’Europa – la Francia e la Gran Bretagna, che oggi economicamente parlando sembrano star peggio di noi.

Un sogno nei cassetti di Credendino, una velleità destinata a rimanere utopia, un piatto servito caldo alle opposizioni del governo che già contestano gli aumenti graduali delle spese militari?

Di ritorno al nucleare in Italia si parla ormai apertamente, ma i tempi – per le centrali di ultima generazione, molto più sicure e performanti – non sono brevi. L’amico Credendino dovrebbe in ogni caso avere ancora molta pazienza.

A.F.

Pubblicato il
23 Ottobre 2025
di A.F.

Potrebbe interessarti

Sul ponte dei sospiri

No, non scrivo su quello di Venezia. Ce l’abbiamo anche noi a Livorno il ponte dei sospiri: anzi, quattro ponti dei sospiri, come scrive il direttore riportando l’accordo sottoscritto a Firenze, sul tavolo della...

Leggi ancora

Calci agli zoppi (e alla Zim)

“Agli zoppi, calci negli stinchi!”. L’ironica e amara battuta è tutta livornese: e ci è tornata in mente nel leggere il compendio statistico dell’Avvisatore Marittimo sui traffici portuali 2025, con il relativo richiamo del...

Leggi ancora

Navi monster, porti nani

Come sempre, le recenti considerazioni del maritime consultant Angelo Roma, nostro importante collaboratore, sul gigantismo navale nel settore dei teu innescano per ricaduta altre considerazioni: quelle sulle strutture della logistica teu, a cominciare dai...

Leggi ancora

Pensieri oziosi sulla Riforma

Scritte a caldo, anzi sul bruciore derivato dalle prime anticipazioni, arrivano a raffica le fucilate sulla riforma dei porti: ovvero l’attesa, auspicata riforma della riforma riformata. Siamo al terzo passaggio e questa volta non...

Leggi ancora

Rigassificatori e logica

Prendiamola larga per un attimo: da Eraclito a Zenone, fino ad Aristotele, la logica è quella dottrina che chiarisce i meccanismi consequenziali. Se mi avete seguito nello sproloquio, converrete con me che il recente...

Leggi ancora

Quando il saggio saggia

Ci sono a volte, nel comportamento delle persone, scelte difficili da fare: ma una volta fatte, non è difficile spiegarle. È il caso, per la nostra realtà livornese, delle dimissioni del maritime consultant Angelo...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio