Visita il sito web
Tempo per la lettura: 3 minuti
BLU LIVORNO

Biennale del Mare, ecco la squadra che la organizzerà in futuro

Alla prima edizione del maggio scorso i visitatori sono stati 35mila

Arcobaleno alla Terrazza Mascagni

LIVORNO. “Blu Livorno”, la Biennale del Mare e dell’Acqua che nel maggio scorso ha vissuto la prima edizione, ora ha una sua “squadra”. L’hanno chiamata “Comitato della Biennale” ed è composta così. Nel consiglio direttivo: oltre al sindaco livornese Luca Salvetti, Stefano Taddia, Nicola Falleni, Leonardo Gonnelli e Maria Luisa Massai. Nella commissione organizzativa tecnico scientifica: la responsabile organizzativa generale è Barbara La Comba, il responsabile della logistica di expo e villaggio è Andrea Pardini, la responsabile dei rapporti con il mondo scientifico è Anna Maria De Biasi, la responsabile rapporti istituzionali è Katia Le Rose, il responsabile della comunicazione è Gabriele Benucci, la responsabile del settore finanziario è Gianna Somigli, il responsabile dei rapporti con associazionismo è Mario Lupi.

Come si vede, il comitato è strutturato con un consiglio direttivo presieduto dal sindaco e con una commissione tecnico-scientifica dedicata: quest’ultima – è stato segnalato – ha «il compito di tradurre la visione strategica in un programma ricco e articolato». È stato precisato che tutti i componenti del Comitato della Biennale svolgono le loro funzioni gratis.

La sala delle cerimonie di Palazzo Civico a Livorno ha ospitato la presentazione del team che guiderà le prossime edizioni della Biennale Blu Livorno. Con un obiettivo: fare il bis del successo della prima edizione che, secondo quanto riferito, «ha registrato 35mila presenze». All’iniziativa erano presenti il sindaco Luca Salvetti e i partner fondatori: Asa, Fondazione Goldoni, Fondazione Lem e Consorzio Cibm.

Vale la pena di aggiungere che il Comitato della Biennale ha una segreteria con compiti di supporto tecnico-organizzativo: è collocata all’interno del Comune di Livorno. Così come direttamente il municipio labronico ha in mano la gestione delle risorse finanziarie («anche eventualmente tramite soggetti appositamente incaricati»).

È questa la partenza per la macchina organizzativa del secondo (2027) e del terzo round (2029) annunciando che l’evento è «destinato a crescere in dimensioni e ambizione».

A Palazzo Civico gli amministratori livornesi, e in particolare il sindaco, tengono a sottolineare che nello statuto costitutivo emergono «spunti innovativi che delineano una manifestazione unica nel suo genere, un vero e proprio laboratorio di pensiero e azione sui temi cruciali della blue economy, della sostenibilità e della cultura marina». A cominciare dal fatto che la Biennale si mette in vetrina come «modello di collaborazione pubblico-privato, che unisce competenze diverse e complementari». E qui il riferimento è a:

  • il rigore scientifico del Cibm per la salvaguardia e lo studio del mare;
  • la competenza e esperienza tecnico-ambientale di Asa sul tema acqua;
  • la forza promozionale e culturale delle fondazioni Goldoni e Lem.

Dal documento costitutivo emerge la volontà – è stato messo in risalto – di dare alla Biennale «una vocazione fortemente proiettata al di là dei confini locali». Ad esempio, viene fatto rilevare che «tra le finalità dichiarate spiccano:»

  • la creazione un dialogo con l’Europa;
  • il coinvolgimento delle città costiere italiane e del bacino del Mediterraneo per un confronto sulle politiche comuni;
  • la creazione di connessioni con altri grandi eventi internazionali focalizzati su ambiente, costa, mare e acqua.

La Biennale, cioè, mira a confermare il doppio binario che ha caratterizzato la prima edizione: un appuntamento fisso non solo per il grande pubblico («con eventi divulgativi, spettacoli e intrattenimento») ma anche per addetti ai lavori, ricercatori e istituzioni («grazie a un palinsesto di eventi scientifici specialistici»).

Queste le parole del sindaco Luca Salvetti: «Fin dalla preparazione della prima edizione della Biennale ci siamo resi conto che serviva un’organizzazione completamente diversa, una strutturazione precisa del lavoro per la Biennale. Il protocollo servirà a capire chi fa cosa. Il consiglio direttivo deciderà le linee di sviluppo della Biennale e avrà il compito di dare forza alla commissione tecnico-scientifica che sarà l’anima del lavoro concreto».

Pubblicato il
25 Novembre 2025

Potrebbe interessarti

Calci agli zoppi (e alla Zim)

“Agli zoppi, calci negli stinchi!”. L’ironica e amara battuta è tutta livornese: e ci è tornata in mente nel leggere il compendio statistico dell’Avvisatore Marittimo sui traffici portuali 2025, con il relativo richiamo del...

Leggi ancora

Navi monster, porti nani

Come sempre, le recenti considerazioni del maritime consultant Angelo Roma, nostro importante collaboratore, sul gigantismo navale nel settore dei teu innescano per ricaduta altre considerazioni: quelle sulle strutture della logistica teu, a cominciare dai...

Leggi ancora

Pensieri oziosi sulla Riforma

Scritte a caldo, anzi sul bruciore derivato dalle prime anticipazioni, arrivano a raffica le fucilate sulla riforma dei porti: ovvero l’attesa, auspicata riforma della riforma riformata. Siamo al terzo passaggio e questa volta non...

Leggi ancora

Rigassificatori e logica

Prendiamola larga per un attimo: da Eraclito a Zenone, fino ad Aristotele, la logica è quella dottrina che chiarisce i meccanismi consequenziali. Se mi avete seguito nello sproloquio, converrete con me che il recente...

Leggi ancora

Quando il saggio saggia

Ci sono a volte, nel comportamento delle persone, scelte difficili da fare: ma una volta fatte, non è difficile spiegarle. È il caso, per la nostra realtà livornese, delle dimissioni del maritime consultant Angelo...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio