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Rigassificatori e logica

Prendiamola larga per un attimo: da Eraclito a Zenone, fino ad Aristotele, la logica è quella dottrina che chiarisce i meccanismi consequenziali. Se mi avete seguito nello sproloquio, converrete con me che il recente acquisto da parte di Snam della pressoché totalità della proprietà del rigassificatore Olt rientra nella più prevedibile delle logiche: ovvero, l’obiettivo di creare una rete organizzata e coerente di rigassificatori di Gnl importato via mare.

La notizia: pur ancora in attesa dei necessari ok dei vari controlli antitrust, Snam ha annunciato di aver acquisito un altro 48,3% di Olt, portando quindi la sua quota di proprietà al 97,3%,  avendo pagato per l’operazione 126 milioni di euro.

 Con questa operazione Snam controlla adesso tutti i rigassificatori di Gnl in Italia: oltre ad Olt, al largo di Livorno, quello di Panigaglia (La Spezia) Adriatic Lng (Rovigo) Fsru Italis (Piombino) ed Fsru Singapore (Ravenna). Con una gestione unica e calibrata, Snam può dunque fornire all’Italia fino a 28 miliardi di metri cubi di gas, la stessa quantità che prima arrivava dai gasdotti con la Russia. C’è anche di più: avendo coperto tutti gli stoccaggi per affrontare l’inverno,  Snam ha cominciato anche a vendere gas oltralpe per oltre 2 miliardi di metri cubi/anno, quattro volte di più di quanto fatto l’anno precedente. L’obiettivo è di trasformare l’Italia in un “hub” europeo per il gol a tutta l’Europa cento-occidentale.

In tutta la vicenda c’è solo un neo: quello della produzione nazionale di gas Gnl: malgrado ci siano giacimenti valutati miliardi e miliardi di metri cubi, specie in Adriatico e lungo la Sicilia, la quota di gas estratto dalle acque costiere italiane – freno l’ambientalismo più estremo – non rappresenta nemmeno il 5% dei nostri consumi.

A margine dell’operazione, rimane aperta la ormai paradossale diatriba sulla destinazione di Fsru Italis, attualmente a Piombino, ma formalmente sfrattata dalla Regione Toscana entro la prossima estate. Snam si è opposta, sottolineando che il solo trasferimento, con la necessità di predisporre i collegamenti da un nuovo sito porterebbe l’interruzione della fornitura dell’impianto per almeno un anno; ma la Regione pare decisa a mantenere lo sfratto. E la logica? Ai posteri – scriveva Alessandro Manzoni – l’ardua sentenza.

(A.F.)

Pubblicato il
18 Dicembre 2025

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