Liberty Magona, la cessione a Trasteel ormai a un passo, ma…
I metalmeccanici Cgil: fate presto e se qualcuno tira il freno daremo battaglia senza requie

L’ingresso dello stabilimento Liberty Magina a Piombino
LIVORNO. Sotto l’abete natalizio Piombino ha trovato per la prima volta un annuncio che, relativamente allo stabilimento siderurgico Liberty Magona, non suonasse come un allarme, una preoccupazione o un pericolo. Certo, mica tutto è risolto e nemmeno il futuro è esclusivamente un tripudio di rose e fiori ma nell’ultimissimo incontro sono emersi segnali che i sindacati dei lavoratori giudicano «estremamente positivi»: c’è la determinazione dell’acquirente Trasteel di «portare a compimento il percorso di composizione negoziata della crisi, finalizzato alla cessione dello stabilimento da Liberty alla nuova proprietà».
La futura proprietà – è stato messo in risalto – ha già dichiarato di essere al lavoro per il riavvio a pieno regime dello stabilimento. Con due sottolineature significative per attestare il cambiamento del clima: da un lato, si sta studiando come garantire il necessario approvvigionamento dei materiali; dall’altro, è stato annunciato l’impegno a riassorbire le maestranze. «Con i primi effetti attesi tra i 60 e i 90 giorni successivi all’atto finale di cessione»: quest’ultimo virgolettato salta fuori dall’incontro informale che in videoconferenza ha visto dialogare le organizzazioni sindacali dei metalmeccanici, a livello sia nazionale che territoriale, insieme ai rappresentanti del ministero, delle istituzioni tanto comunali quanto regionali così come degli operatori economici coinvolti nel percorso. Tema: appunto, il processo di vendita dello stabilimento piombinese che da lungo tempo vive una fase estremamente travagliata.
Le segreterie Fiom-Cgil sia in campo nazionale che su scala locale tengono a rimarcare un aspetto: su questi elementi esiste «un impegno vincolante da parte di Liberty e di Trasteel», benché resti tuttavia da essere «formalizzato attraverso un passaggio nel consiglio di amministrazione di Liberty».
Da parte del sindacato dei metalmeccanici Cgil sia nazionale che locale si nota però che, «accanto a questi elementi positivi», fanno capolino anche «segnali preoccupanti da parte della stessa Liberty, che sembra assumere un atteggiamento dilatorio per ragioni non comprensibili». Tanto per non lasciar cadere la cosa, si mette l’accento sul fatto che «l’atto conclusivo del percorso avrebbe dovuto essere ratificato dal consiglio di amministrazione entro la fine dell’anno».
È per questa ragione che dalla sponda Fiom-Cgil, non si molla la presa e si torna alla carica: «Riteniamo indispensabile che tutti gli atti formali per il passaggio di proprietà vengano chiusi rapidamente, nel rispetto dell’interesse collettivo delle lavoratrici e dei lavoratori che rappresentiamo e dell’intera comunità». Aggiungendo poi: alla Fiom preme di «preservare lo stabilimento e le sue maestranze, mettendolo nelle condizioni – viene ribadito – di cogliere la fase positiva che potrebbe aprirsi nel corso del 2026, con alle spalle una società industriale in grado di portare gli impianti a regime, di valorizzare tutte le maestranze dello stabilimento e cogliere così le opportunità offerte dal mercato».
I metalmeccanici Cgil lo dicono senza girarci intorno: il sindacato non esisterà a dare battaglia «mettendo in campo tutte le iniziative necessarie» qualora ci fosse da contrastare «chiunque intenda rallentare, per negligenza o per cinica scelta, un percorso che deve concludersi nel più breve tempo possibile».











