Lutto all’università, giovane studiosa di economia si spegne a 33 anni
Il rigore della ricerca unito alla voglia di sconfiggere povertà e diseguaglianze

La sede del rettorato dell’università di Pisa
PISA. Si è spenta dopo aver compiuto 33 anni nell’ottobre scorso: è stata una giovane donna coraggiosa che grazie alla sua brillante intelligenza e alla sua attenzione agli altri, ha cercato di portare la propria grinta e la propria viglia di cambiamento all’interno degli studi di economia. Si chiamava Essoyodou Marie Laure Pello Sode ed era una dottoranda del corso di dottorato regionale in economia secondo un programma congiunto delle tre università toscane (Pisa, Firenze e Siena). Adesso le università di Pisa e Siena la ricordano con affetto segnalandone la prematura scomparsa e il cordoglio nella comunità degli studiosi.
Era di origini africane, proveniva da Kara, una città nella parte nord del Togo: in Italia era arrivata a 25 anni, nel 2017, con l’intenzione di studiare: aveva una laurea in discipline economiche conseguita in un ateneo togolese ma nel nostro Paese aveva voluto iscriversi all’università di Pisa e aveva ottenuto la laurea triennale in economia aziendale e successivamente quella magistrale in consulenza professionale alle aziende.
Alla svelta ha imparato la lingua italiana e nel contesto universitario – come ricordano dal quartier generale dell’ateneo pisano – «si è inserita con naturalezza costruendo relazioni positive con colleghe e colleghi di studio e di ricerca». Apprezzata per il suo «spirito coraggioso e tenace», per la sua «profonda sensibilità». Lo studio dell’economia non era semplicemente per prepararsi a trovare una collocazione lavorativa: lo racconta anche l’impegno da mediatrice linguistica francofona per la Tavola della Pace a Pontedera, il servizio civile e la collaborazione con l’Anci, l’organizzazione dei Comuni, l’attività come formatrice nei “Peace Corps” nella sua patria d’origine.
Quella voglia di mettersi in gioco l’ha accompagnata anche nel percorso da studiosa: nel 2023 vince un posto con borsa di studio nel Dottorato regionale in economics. Il suo lavoro di giovane ricercatrice, come sottolineano i suoi colleghi dell’università di Siena, lo spende ad esempio sul fronte dell’educazione finanziaria rivolta alle donne nei Paesi in via di sviluppo: «In particolare, ha condotto uno studio sul campo in Pakistan, analizzando come rafforzare le competenze economiche e l’autonomia delle micro-imprenditrici e il ruolo degli strumenti di pagamento digitali come supporto all’attività lavorativa e all’inclusione economica».
Lei stessa si presentava sottolineando il bisogno di voler contribuire all’approfondimento delle teoria economica ma senza dimenticarsi le radici nell’applicazione concreta sul campo: mettere insieme, insomma, il rigore della ricerca e l’attenzione alle sfide economiche contemporanee concrete, a cominciare da quanti proprio dall’economia vengono lasciati indietro.
«Marie Laure – si ricorda da parte dell’ateneo pisano – si è distinta per essere una ricercatrice attenta, determinata e profondamente coinvolta nel proprio lavoro. Nel corso del dottorato ha dimostrato la capacità e il coraggio di ripensare e riorientare il proprio progetto di ricerca per perseguire ciò che riteneva davvero significativo, affrontando l’attività scientifica con impegno, serietà e un forte senso di responsabilità: per lei lo studio e la ricerca erano profondamente legati alla possibilità di offrire un contributo concreto al superamento delle diseguaglianze e delle povertà».
L’università di Pisa e quella di Siena mettono in rilievo quanto la scomparsa di Marie Laure rappresenti «una perdita dolorosa» per l’intera comunità degli studiosi che l’hanno conosciuta e apprezzata («dottorande, dottorandi e docenti delle Università di Firenze, Pisa e Siena»): se ne ricordano «le qualità intellettuali e umane non comuni e una presenza capace di lasciare un segno profondo».











