Capitale del mare, in lizza Livorno ma anche una folla di candidature
Tanti derby territoriali per conquistare il titolo: in gara città rilevanti e piccoli borghi
LIVORNO. Non c’è soltanto Livorno a essersi fatta avanti per essere proclamata “capitale del mare”: adesso si susseguono gli annunci di località che provano ad andare a caccia del titolo, magari sperando di cogliere al volo il contributo di un milione di euro promesso dal governo per iniziativa del ministro delle politiche del mare Nello Musumeci, ex “governatore” della Regione Siciliana.
Ad esempio, proprio in Sicilia hanno reso noto di aver presentato il dossier con la candidatura sia Mazara del Vallo che Pantelleria. Nel Salento ha detto di voler partecipare al bando governativo Santa Cesarea Terme ma in Puglia ha mostrato interesse per il titolo di “capitale” anche Taranto. Ha manifestato attenzione per questo riconoscimento anche Gaeta, uno dei porti minori dell’Authority di Civitavecchia. In Liguria si assiste al derby fra Genova e Camogli. Non è l’unico caso di questo tipo: si pensi al fatto che Ravenna ha già detto che vuol presentare la propria candidatura e lo stesso ha fatto Riccione, stessa costa romagnola a una settantina di chilometri di distanza. Anche Cagliari ha detto che si sarebbe messa in lizza.
Non è chiaro se poi tutte queste candidature sono state formalizzate o anche se se ne siano aggiunte altre. A vagliare la città e i borghi che hanno manifestato interesse con un proprio progetto sarà una giuria guidata in qualità di presidente dal capitano di fregata (Cp) Tiziana Manca (Corpo delle Capitanerie di Porto) e composta da Massimo Caputi, amministratore unico di Feidos, figura di primo piano nella finanza immobiliare; Nicola Porro, giornalista, firma di primo piano del “Giornale” e blogger della galassia della destra liberista; Manuel Orazi, architetto dell’Accademia di Architettura di Mendrisio (Università della Svizzera Italiana); Claudio Ferrari, docente ordinario di economia applicata all’Università di Genova.
L’obiettivo dell’istituzione del titolo di “capitale del mare”, l’ha spiegato il ministero lanciando l’iniziativa, è «la valorizzazione e la piena fruizione della cultura marittima italiana». Per farlo si punta – viene sottolineato – a «favorire il confronto e la competizione positiva tra le diverse realtà territoriali costiere, coinvolgendo tutti i Comuni italiani affacciati sul mare». Dunque, l’unico requisito è essere un territorio in riva al mare e presentare un progetto con un programma di iniziative. Occhi puntati su «tutte le componenti dell’economia marittima, con particolare attenzione alla diffusione della conoscenza del mare, alla tutela della biodiversità e all’uso sostenibile delle risorse marine».











