Polo siderurgico di Piombino, Codacons contro Federacciai (e sì a Metinvest Adria)
Chiede all’Antitrust e all’Europa di valutare se aprire un’istruttoria
PIOMBINO. Federacciai, l’organizzazione confindustriale dei gruppi dell’acciaio, si è messa a più riprese di traverso contro il progetto Metinvest Adria che mira a prendere in mano e a far decollare il polo siderurgico di Piombino. E adesso per controrisposta il Codacons, associazione del fronte consumerista, contesta Federacciai e si rivolge all’Antitrust e alla Commissione europea con un esposto in cui si segnala – viene sottolineato – «una possibile violazione dei principi di concorrenza da parte di un gruppo di interessi legato a Federacciai con un effetto potenzialmente dannoso sui prezzi e sulla disponibilità dei prodotti che contengono acciaio: dalle automobili, agli elettrodomestici fino ai materiali da costruzione».
Il Codacons tiene a rimarcare che il progetto Metinvest Adria è di «valore strategico» e ha incassato «un sostegno bipartisan, nonché il placet di istituzioni, sindacati e associazioni di categoria». Fino a giungere nel luglio scorso alla firma di tre accordi fondamentali, come fa rilevare il Codacons:
- l’Accordo Quadro che ha visto il coinvolgimento del ministero del lavoro e dei sindacati,
- l’Accordo di Programma tra Metinvest, Danieli, ministero delle imprese e del Made in Italy, ministero dell’ambiente, Regione Toscana, Provincia di Livorno, Comune di Piombino e le altre istituzioni coinvolte,
- l’Accordo di Sviluppo in base al quale Invitalia ha garantito il proprio supporto sulla base dei “contratti di sviluppo per la tutela ambientale”.
A ciò si aggiunga – e questo è un ulteriore aspetto che Codacons mette in evidenza – che il progetto avrebbe anche un altro (doppio) impatto positivo: da un lato, sulla produzione di coils («dimezzando quasi il fabbisogno di importazione del Paese»); dall’altro, sulle emissioni di CO2 («emettendone un ventesimo di quelle che si registrano con la produzione in altoforno»).
Codacons rimprovera a Federacciai quello che «sembra più che altro il tentativo di tutelare la posizione di vantaggio di poche acciaierie elettriche, – viene ribadito – in netto contrasto con gli interessi di 30mila operatori di filiera e quindi di tutti i consumatori che potranno beneficiare di maggiore concorrenza quando l’impianto di Piombino diventerà realtà». A giudizio dell’organizzazione consumerista, «un ecosistema siderurgico competitivo e ben organizzato abbassa i prezzi, promuove innovazione e qualità in molti settori industriali, con un impatto positivo (diretto e indiretto) sulla vita quotidiana dei consumatori».
L’associazione rende noto che per queste ragioni ha invitato Antitrust e Commissione europea a valutare «l’apertura di una istruttoria». Scopo: accertare «l’eventuale sussistenza di condotte idonee a configurare un possibile abuso di posizione dominante e trasmettere, dove necessario, gli atti ad altre autorità competenti».











