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FRA IONIO E TIRRENO

Anziché concorrenza, la collaborazione: il marchio “Magna Graecia” per le crociere chic

Taranto, Reggio Calabria e Agropoli si alleano per un progetto “coast to coast”

Foto di gruppo per la presentazione del progetto Magna Graecia e Coast-to-coast a Agropoli

AGROPOLI (Salerno). Hanno messo insieme il latino di “Magna Graecia” e l’inglese di “Coast to coast” per creare un accostamento che, nel segno dell’antichissima tradizione e della neo-lingua internazionalizzata della modernità, faccia fare “scintille” nel presente a «un esclusivo itinerario crocieristico tra i tesori autentici del Sud». “Coast to coast”, in effetti, mette insieme l’epopea della “route 66” negli Usa con la generazione di Jack Kerouac ma anche l’ironia del film di Rocco Papaleo dedicata a un’altra zona del Meridione, non lontano da qui. E tutto quanto riporta alle radici della tradizione ellenica che qui ha lasciato radici e monumenti.

Occhi puntati sull’alleanza fra Agropoli, Reggio Calabria e Taranto per una proposta che mira a «superare una visione frammentata degli scali, proponendo una logica di sistema capace di rafforzare l’attrattività dell’area della Magna Grecia nel contesto mediterraneo». In particolare, con un occhio di riguardo per i segmenti “premium” e “luxury”, anche in nome di «una gestione più equilibrata e sostenibile dei flussi turistici».  Agropoli, luogo prescelto per il lancio pubblico dell’iniziativa, è vista proprio come l’«esempio di porto-destinazione capace di coniugare dimensione umana, autenticità e potenzialità di crescita»: è la porta del Cilento, patrimonio Unesco e si presenta come destinazione di turismo “lento”.

Panorama di Agropoli

Tutto questo è finito sotto i riflettori di quella che è stata definita una «iniziativa strategica». Obiettivo: mettere in rete i porti di Taranto, Reggio Calabria e Agropoli. Però con un passo in avanti rispetto a una semplice collaborazione: è la scelta – viene sottolineato – di «costruire un modello integrato di sviluppo crocieristico fondato su cooperazione, identità territoriale e qualità dell’esperienza». Come? Con una alleanza che parte dall’intesa tra due Autorità di Sistema Portuale, quella del Mar Ionio (con base a Taranto), e quella dello Stretto (con quartier generale a Messina). In collaborazione con Salerno Cruises e individuando «nella cooperazione tra porti e territori uno strumento strategico per lo sviluppo di itinerari coerenti, riconoscibili e competitivi sui mercati internazionali».

Del resto, questa cosa non parte dal nulla: le due istituzioni portuali avevano già fatto decollare nel 2024 «una collaborazione volta alla valorizzazione congiunta delle attività crocieristiche nei porti di Taranto, Messina, Reggio Calabria e Milazzo». Quell’iniziativa ha incrociato «il crescente interesse espresso dalle compagnie crocieristiche, specificamente della fascia luxury», è stato detto in sede di presentazione di questo nuovo passo in avanti: ecco che gli enti hanno deciso non solo di continuare la collaborazione, ma anche di allargarla «a un altro porto crocieristico “boutique”, quello di Agropoli». È una realtà – vene fatto rilevare – gestita da Salerno Cruises, società che vanta «più di 15 anni di esperienza nel settore crocieristico e gestione integrata dei servizi portuali dedicati alle crociere», oltre a un «consolidato network di relazioni con le principali compagnie di navigazione internazionali».

In questo caso la rete da costruire è fra i porti di Reggio Calabria, Agropoli e Taranto individuati  come «destinazioni emergenti sul mercato», e con una forte potenzialità di suggestioni pressoché inedite da far scoprire ed esplorare. L’idea del “coast to coast” riguarda – è stato messo in evidenza – l’intenzione di «generare ricadute positive sui territori coinvolti» proprio tramite un itinerario che vada dalla costa tirrenica a quella ionica. Con una modalità ben specificata: una «idea di viaggio sostenibile e rispettosa dell’equilibrio tra turismo e comunità locali» e sotto il segno di «percorsi inediti di valorizzazione delle radici culturali in destinazioni lontane dal sovraffollamento turistico ma ad alta identità culturale, unificata dal fil rouge “Magna Grecia”». Tutto questo, contando sulla collaborazione tra Autorità Portuali e Salerno Cruises mette insieme, da un lato, il coordinamento istituzionale e, dall’altro, l’innovazione e orientamento al mercato così da mostrarsi come «un esempio virtuoso di sinergia tra pubblico e privato», è stato ribadito nella presentazione.

Il progetto è calibrato per la platea internazionale del turismo crocieristico, principalmente nella fascia dell’alto di gamma: cioè i segmenti “premium”, “luxury”, “yacht-style” ed “expedition”. Tutti in cerca di «destinazioni autentiche e non congestionate» come requisito numero uno di ogni proposta. Ne seguirà – viene messo in risalto – un posizionamento sui mercati internazionali che parte da «un piano di attività dedicate alla promozione, con strumenti comunicativi multimediali ed eventi per un pubblico specializzato di media ed executives del settore crociere».

Queste le parole di Giovanni Gugliotti, presidente dell’Authority tarantina: «Abbiamo posto le basi per un percorso di collaborazione proficuo per il territorio ionico, e non solo: non è soltanto un’iniziativa di promozione del traffico crocieristico, questo è un modello innovativo di collaborazione pubblico-privato, capace di attivare sinergie inedite tra operatori e amministrazioni pubbliche». Nell’opinione di Gugliotti le potenzialità del territorio ionico, «ancora in larga parte inesplorate sul piano turistico», sono in tal modo messe al centro di «una strategia volta a esprimerne pienamente il valore, a beneficio dell’intera comunità», con un processo virtuoso per «la diversificazione delle attività economiche portuali e locali».

Così il commento di Francesco Rizzo, al timone dell’istituzione portuale dello Stretto di Messina: le Autorità di Sistema hanno «il compito di incrementare i traffici nei nostri porti a beneficio non soltanto degli operatori portuali, ma delle innumerevoli ricchezze a cui si accede grazie ad essi: sentiamo forte la responsabilità di valorizzare l’unicità della cultura millenaria che accomuna le nostre tre regioni». Aggiungendo poi: «Il nostro progetto promuoverà presso le compagnie crocieristiche internazionali la conoscenza di questa bellezza misconosciuta ai più e dimostrerà che il Meridione italiano è una destinazione accomunata da esperienze intense e di qualità da sfruttare per diventare importanti occasioni di sviluppo economico per i territori».

Ecco la dichiarazione di Giuseppe Amoruso, numero uno di Salerno Cruises: «Questo è un cambio di paradigma: non più porti che competono tra loro, ma scali che collaborano per costruire valore condiviso. Il nostro obiettivo è lavorare sulla qualità dell’offerta, sull’identità delle destinazioni e sulla capacità di proporre un prodotto crocieristico strutturato, credibile e duraturo nel tempo».

Pubblicato il
27 Gennaio 2026

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