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Il super-tecnopolimero di Elesa dice alt ai problemi di corrosione negli ambienti marini

Alcuni elementi di livellamento realizzati da Elesa in super-tecnopolimero

MONZA. Umidità costante, salsedine e agenti atmosferici aggressivi: in ambienti vicini al mare sono tutte cose con cui bisogna fare i conti perché mettono alla prova anche i materiali che tradizionalmente sono considerati più performanti. In ballo c’è la solidità strutturale, c’è la durabilità, ci sono la manutenzione e l’estetica dei prodotti. In questi caso parliamo di un piccolo dettaglio che però può fare la differenza: la resistenza alla corrosione – con gli effetti sulla durata nel temo e sulla riduzione degli interventi di manutenzione in applicazioni all’aperto – per piedini di livellamento.

La risposta arriva da Elesa, azienda lombarda che si occupa di progettazione e produzione di componenti standard per macchine industriali: del resto, offre la più ampia gamma di soluzioni sul mercato, tra cui manopole, maniglie, volantini, indicatori di posizione, elementi di serraggio, cerniere, piedini di livellamento, ruote e accessori per l’automazione.

Nella fattispecie, la soluzione pensata specificamente per gli ambienti marini è costituita da un super-tecnopolimero, che l’azienda descrive come «materiale avanzato progettato per garantire elevate prestazioni anche nelle condizioni più estreme».

Stiamo parlando – affermano dal quartier generale di Eesa – di «un super-tecnopolimero, rinforzato con fibre di vetro e aramidiche», che si distingue «per l’elevata resistenza meccanica e chimica, l’assenza di fenomeni corrosivi e la durata nel tempo». Tutte caratteristiche che «lo rendono particolarmente adatto ad applicazioni in ambienti costieri e marini, dove l’esposizione continua agli agenti atmosferici accelera il deterioramento dei materiali, aumentando costi di manutenzione e necessità di sostituzione».

La leggerezza del materiale, unita alla resistenza alla corrosione, alla superficie non porosa e alla facilità di pulizia, contribuisce – viene fatto rilevare – a «migliorare l’efficienza operativa e ridurre gli interventi manutentivi lungo l’intero ciclo di vita del prodotto». È da aggiungere che il super-tecnopolimero può operare «anche all’interno di un ampio “range” di temperature, resistendo a shock termici e mantenendo le proprietà meccaniche anche a temperature elevate». L’azienda precisa intoltre che richiede «processi produttivi meno energivori e un minore impatto ambientale complessivo, senza compromettere performance, affidabilità ed estetica» così da «coniugare durabilità e ottimizzazione dei costi».

Fondata nel 1941, Elesa ha sede a Monza e conta su una solida rete vendite internazionale che include 15 filiali commerciali, 7 quelle dirette in Canada, Francia, Messico, Regno Unito, Stati Uniti, Svezia e Svizzera, e 8 in joint-venture Elesa+Ganter in Austria, Cina, India, Polonia, Repubblica Ceca, Spagna e Turchia. Elesa esporta i suoi prodotti in oltre 60 Paesi. 

Pubblicato il
28 Gennaio 2026

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