Trenitalia: consegnati nel 2025 108 treni regionale, investito un miliardo di euro
«Entro il 2027 in servizio 1.081 convogli di nuovo tipo, si rinnova l’80% della flotta»

Trenitalia uno dei nuovi treni destinati al servizio regionale
ROMA. L’azienda ferroviaria pubblica nazionale, il gruppo Fs, non ci sta a lasciarsi crocifiggere dalle polemiche e stavolta prende di petto la questione più spinosa: il servizio regionale utilizzato in genere dai pendolari. Lo fa dopo aver speso rilevanti energie comunicative sull’internazionalizzazione (e sui relativi grandi progetti come la “metropolitana d’Europa”) e sul segmento dell’Alta Velocità che rappresenta la tipologia per la clientela di fascia medio-alta.
Di fronte alla narrazione standard che ormai ha fatto dei ritardi una sorta di “meme”, dal quartier generale di Trenitalia (gruppo Fs) si mette sul tavolo il piano di rinnovo della flotta del servizio regionale: «Nel 2025 sono stati consegnati 108 nuovi treni, per un investimento complessivo di un miliardo di euro». Avrà un ulteriore sviluppo, adesso siamo sostanzialmente a metà: «Il programma, in linea con gli obiettivi del “piano strategico 2025-2029” del Gruppo Fs e del relativo aggiornamento, prevede – viene fatto rilevare – la consegna di ulteriori 103 treni per arrivare a un totale di 1.081 convogli di nuova generazione entro il 2027».
È decisamente una buona notizia, il servizio regionale è assolutamente indispensabile per l’esercito di pendolari che è costretta a muoversi ogni mattina per arrivare al luogo di lavoro. E farlo in tempo, con orari affidabili e certi. Già, perché è utilissimo avere treni moderni così che lo spostamento quotidiano non si trasformi in un disagio cronico per mancanza di quel tot di comfort. Ben vengano dunque i nuovi treni, ma è una metà del problema: l’altra metà è dato dalla puntualità del servizio.
Per avere una idea di quale galassia sociale vi sia dietro, è da aggiungere che il servizio regionale di Trenitalia conta «oltre 6mila corse giornaliere» e fa viaggiare «più di 400 milioni di passeggeri ogni anno». A tal riguardo, la società ricorda di aver messo in campo in questo settore, sotto il segno della sostenibilità e dell’innovazione, anche 180 “Link”: sono soluzioni intermodali (con il treno associato a bus, navi e altri mezzi), che «permettono di raggiungere facilmente le destinazioni più remote, potenziando l’efficienza e la qualità del trasporto regionale lungo tutta la penisola».
Ma torniamo alle consegne di nuovi treni effettuate nel corso dei dodici mesi dell’anno appena concluso. Trenitalia tiene a sottolineare che «con 643 treni di nuova generazione consegnati fino a oggi, sommati ai 335 acquistati in precedenza», il servizio regionale conta «attualmente 978 treni di nuova generazione in circolazione» per un investimento complessivo «di 7 miliardi di euro» che porterà al rinnovo, secondo quanto viene riferito, dell’«80% della flotta di treni». Non solo: l’azienda ferroviaria ricorda che le consegne hanno interessato «l’intero territorio nazionale, grazie ai “contratti di servizio” stipulati con le Regioni e le Province Autonome, committenti del servizio». Nella fattispecie, quasi la metà dei treni (51) sono stati destinati al Centro Italia, 25 al Nord e 32 al Sud e alle Isole, «rafforzando l’offerta del trasporto ferroviario regionale in tutto il Paese».
Queste le parole di Gianpiero Strisciuglio, amministratore delegato e direttore generale di Trenitalia: «Il rinnovo della flotta regionale è espressione della capacità industriale di Trenitalia e del Gruppo Fs. Investiamo in treni sempre più tecnologici, confortevoli e sostenibili con l’obiettivo di elevare gli standard operativi del servizio. Basti pensare che, al completamento del piano, l’Italia avrà la flotta regionale più giovane d’Europa, con un’età media inferiore a dieci anni». Aggiungendo poi: «Le nostre scelte sono orientate a favorire le esigenze dei passeggeri che ogni giorno viaggiano per lavoro, studio o tempo libero, con una responsabilità chiara: ridurre le distanze e accompagnare i territori nel loro percorso di crescita».











