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DIETRO L'ANALISI

Il “campionato” della puntualità dei trasporti: chi vince e chi, sorpresa, no

Il report di Xeneta: ai raggi x l'affidabilità sui tempi (e gli effetti di quel che accade nek Canale di Suez)

Questa è la graduatoria che Xeneta ha elaborato (e reso pubblica tramite il proprio blog) guardando al dato globale su scala planetaria: ai raggi x i collegamenti di 200 operatori in 25mila porti di tutto il mondo

LIVORNO. L’intelligence è fatta di barbe finte e 007 nei film, nella realtà gli analisti si muovono più che altro fra istogrammi, operazioni via Excel, funzionalità statistiche e analisi probabilistica. È il caso de report di “intelligence” economica firmato  Xeneta, un team che è basato a Oslo con il quartier generale con vista sui 19 binari della stazione di Oslo Centrale ma uffici anche a Amburgo, Londra, Copenhagen e New Jersey: l’amministratore delegato e co-fondatore Patrik Berglund ricorda che l’industria del trasporto merci ha per lungo tempo preso solo sulla base dell’intuito decisioni che mettono in gioco milioni di dollari.

Le analisi – rilanciate anche da “Shipping Italy”, giornale online di settore – sono ovviamente anche mille altre cose ma la frenesia americana per tutto quanto è performance misurabile porta inevitabilmente a stilare la classifica di ogni possibile “campionato”: come quello relativo alla puntualità delle grandi flotte che portano la merce da un angolo all’altro del mappamondo.

“Portnews”, la rivista online dell’Authority livornese diretta da Marco Casale, prende il report di Xeneta report che ha passato sotto la lente 200 operatori valutandone il rispetto della tabella di marcia «in più di 25mila porti»: lo fa per segnalare che la “top 10” della puntualità che incorona i vettori più affidabili vede in testa Maersk. La fotografia della situazione è stata resa pubblica dall’équipe degli analisti norvegesi sul proprio blog. Occhi puntati sul fatto che «il 56% delle portacontainer dell’armatore danese sia arrivato puntualmente a destinazione nell’anno appena trascorso, con un ritardo medio di due giorni cumulati dalla quota restante della flotta», come sottolinea il giornale online di Palazzo Rosciano, sede dell’Authority livornese.

Sul secondo gradino del podio ecco Hapag Lloyd che totalizza una affidabilità/puntualità al 52%. Con un aspetto che merita una sottolineatura a sé: Maersk e Hapag, quando si presentano insieme nei servizi di linea operati congiuntamente nell’alleanza comune schizzano all’81% in fatto di arrivi che rispettano le previsioni. L’esatto contrario di quel che accade all’Ocean Alliance: come alleanza ha il 26% di puntualità ma i suoi membri, Cosco e Cma Cgm, se la cavano meglio se presi singolarmente, visto che l’una ottiene il 35% di navi arrivate in orario e la seconda il 33%, come segnala l’analisi della testata labronica.

C’è anche un altro aspetto che la “classifica” di Xeneta mette in luce: al di fuori di Maersk e Hapag, tutte le altre flotte armatoriali risultano ben distaccate in questa graduatoria: basti pensare che al terzo posto figura Zim con il 36% di affidabilità sul rispetto dei tempi schedulati e un ritardi medio di 4,6 giorni.

Il gigante delle flotte portacontainer, la compagnia ginevrino-napoletana Msc di gran lunga la numero uno per numero di navi e capacità di carico, invece non va oltre un undicesimo posto in questo “campionato” della puntualità: lo è una nave su quattro (25%), le altre presentano un ritardo medio di 4,7 giorni. Da dire – rilevano da Portnews – che Msc ha un rapporto di collaborazione con Zim su almeno mezza dozzina di servizi e la compagnia israeliana ha percentuali di puntualità migliori, come abbiamo visto.%) e Yang Ming Lines (8°, 27%) hanno fatto registrare singolarmente performance simili a quelle della partnership nella quale operano, la Premier Alliance (26%), alleanza di cui fa parte anche HMM, che invece ha performato decisamente peggio (12esima posizione, 15% di puntualità).

Questa invece è l’analoga graduatoria, sempre di Xeneta, ma relativa ad alcune rotte in particolare: quelle fra l’Estremo Oriente e l’Europa

Vale la pena di notare anche qualcos’altro, e Xeneta fissa lo sguardo sulla incognita-rebus relativa a quel che accadrà alle grandi rotte internazionali: se cioè Suez tornerà alla normalità o se, nel dubbio, i principali operatori si atterranno a un comportamento prudente, continuando in buoina misura a preferire di passare dal Capo di Buona Speranza, girando attorno all’Africa.

Chissà se l’analisi del team con campo base a Oslo risente della visione di un Nord Europa che conta su guai di Suez per regolare una volta per tutte i conti con gli scali mediterranei e sbarazzarsi del vantaggio competitivo che il Mediterraneo ha rispetto agli scali del Northern Range in termini di giorni di navigazione. Lasciamo da parte ogni tentazione di dietrologia, meglio puntare i riflettori sui dati e far parlare i numeri: fatto sta che permane l’incertezza sulla valutazione di quanto accadrà nella zona del canale egiziano e Xeneta ha deciso di stilare una classifica-bis, stavolta guardando alla puntualità relativa nello specifico alla direttrice di traffico che va dall’Estremo Oriente all’Europa. Risultato: anche in questo caso, Maersk e Hapag Lloyd se la sono cavata meglio di tutti (con una affidabilità nell’ordine del 58% per la compagnia danese e del 51% per quella tedesca.

È vero che per molti aspetti questa graduatoria-bis di affidabilità rassomiglia da vicino alla prima: non ci sono grandi differenze nei risultati fra classifica generale a livello planetario e classifica specifica per i traffici sull’asse Estremo Oriente-Europa. Tranne un paio di eccezioni: Cma Cgm e Zim. La società francese – ed è uno di quegli operatori che più hanno scommesso sulla ripresa di Suez – ha visto precipitare la puntualità: dal 33% (con 3,6 giorni di ritardo medio negli altri casi) su scala mondiale al 16% (con 4,8 giorni di ritardo medio) per la rotta fra Estremo Oriente e Europa. La flotta israeliana – molto esposta sull’incandescente scenario mediorientale in quanto simbolo delle autorità di Tel Aviv – è scivolata dal terzo al quinto posto e da uno standard di puntualità che è arretrato dal 36% al 25% (ma con un giorno di ritardo medio in meno).

Mauro Zucchelli

Pubblicato il
11 Febbraio 2026
di MAURO ZUCCHELLI

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