Livorno vuol riprogettare il modello di sviluppo: nascono gli “stati generali”
L’assessore: è un periodo di grandi trasformazioni, serve un approccio partecipato

Federico Mirabelli, assessore Comune di Livorno
LIVORNO. «Nascono gli “Stati Generali dell’Economia e del Lavoro” della città di Livorno»: così l’annuncio di Palazzo Civico per bocca dell’assessore Federico Mirabelli che ha la delega a lavoro e attività produttive. Fa capolino l’eco del manuale di storia del liceo, nel capitolo relativo alla rivoluzione francese, ma adesso gli “stati generali” non hanno più quel quid di sommovimento sociale: semmai adesso il significato politico, anziché alla profondità del radicalismo ribelle, fa riferimento all’allargamento orizzontale della discussione, con la chiamata a raccolta del più ampio fronte possibile di soggettività e portatori di interessi collettivi. Il Comune di Livorno preferisce definirlo «un percorso strutturato di ascolto, confronto e co-progettazione delle politiche locali di sviluppo economico e occupazionale». Anzi, qui siamo un passo prima: c’è intanto da «avviare la creazione di un sistema di rete» in vista di questa nuova fase.
Alla fin fine: un convegno? La giunta livornese, una coalizione guidata dall’indipendente di centrosinistra Luca Salvetti, dichiara che no, siamo al rango degli «obiettivi strategici dell’amministrazione comunale» in nome dell’idea di voler «promuovere un nuovo modello di sviluppo sostenibile». Con quali riferimenti? «Basato su lavoro, innovazione, attività produttive e commercio, nonché su una conoscenza sempre più approfondita delle dinamiche del mercato del lavoro locale».
Ok, ma in concreto? Per capirci: non c’è l’annuncio di una data e un luogo con un bel pacchetto di relatori. Il Comune di Livorno mette sul lavoro il progetto di «percorsi innovativi» in cui «si prevedono sessioni plenarie introduttive» con «tavoli tematici di approfondimento (lavoro, sviluppo economico, turismo, commercio, formazione, innovazione, ricerca, trasporti e infrastrutture)» e, alla conclusione, «un momento di restituzione attraverso una sintesi finalizzata alla elaborazione di un piano di azione». Presentando l’iniziativa, si preannuncia l’intenzione di coinvolgere «una pluralità di soggetti rappresentativi: istituzioni, imprese e associazioni di categoria, organizzazioni sindacali, enti del terzo settore, istituti scolastici e della formazione, ordini professionali, agenzie per il lavoro e soggetti pubblici competenti».
«Gli “Stati Generali” – queste le parole dell’assessore – nascono dalla consapevolezza che le trasformazioni economiche, sociali e produttive in atto (dalla transizione digitale ed ecologica ai cambiamenti demografici e occupazionali) richiedono un approccio partecipato e coordinato, capace di coinvolgere tutti i principali attori del territorio».
Mirabelli mette l’accento sull’esigenza di «costruire un confronto ampio e inclusivo per:
- condividere un’analisi aggiornata dello stato dell’economia e del lavoro a Livorno;
- individuare priorità e ambiti di intervento per le politiche comunali;
- favorire la nascita di reti e collaborazioni territoriali;
- porre le basi per azioni e progetti concreti di sviluppo».
«Per l’amministrazione comunale questo percorso rappresenta «uno strumento strategico di governance territoriale», precisa l’assessore. Dunque, «non un evento isolato, ma – afferma – un processo continuo di partecipazione e costruzione condivisa delle politiche pubbliche, con l’obiettivo di rafforzare la qualità delle decisioni e promuovere uno sviluppo equilibrato e sostenibile della città».











