Ets, masochismo o ignoranza?
Nel recente incontro a Roma sulla pianificazione europea dei trasporti marittimi – riferisce un approfondimento della “Federazione del mare” – il presidente di Confitarma, Mario Zanetti, ha evidenziato come la decarbonizzazione sia un obiettivo condiviso e gli armatori stiano investendo in modo concreto, ma l’Ets applicato in modo regionale a un settore globale rischi di trasformarsi in un costo asimmetrico che penalizza la competitività europea senza ridurre realmente le emissioni.
Siamo insomma alle solite: la penalizzazione dei porti europei con gli Ets è in atto ormai da mesi, tutto il comparto dei trasporti merci spara a zero contro questo incredibile masochismo Ue varato in nome di una velleitaria difesa dell’ambiente, ma a Bruxelles sembrano sordi: o soltanto interessati a correggere le altrettanto velleitarie e pericolose “grida manzoniane” contro l’auto.
«All’Italia ma anche all’intera Europa – ha ribadito Zanetti – serve una strategia industriale credibile, coordinata a livello internazionale e con reinvestimento delle risorse nel settore». Per questo – ha aggiunto – Confitarma condivide la richiesta di sospensione dell’Ets per il comparto marittimo, espressa dal presidente di Confindustria Emanuele Orsini». Risultato? Ad oggi, non pervenuto. Intanto gli Ets pesano sul trasporto marittimo italiano più dei tanti esecrati dazi imposti dal trumpismo secondo la…legge Dunroe.
A.F.











