Intelligenza artificiale: indispensabile ma in troppe imprese è un Ufo
Dossier ateneo Liuc: nel 71% delle aziende italiane non c’è nella gestione della logistica

Il grafico è tratto dall’articolo del prof. Trifone, relatore alla “Smi 2026” e studioso dell’Università Liu, pubblicato sulla rivista “Logistica”
MILANO. L’osservatorio “Radar IA” del Centro sulla Logistica e la Supply Chain (i-Log) dell’Università Cattaneo Liuc rivela che «il 71% delle aziende italiane non dispone ancora di intelligenza artificiale a supporto dei processi di logistica e catena degli approvvigionamenti. E non basta: quasi la metà di esse (il 43%) dice senza troppi giri di parole di essere scettico riguardo alla probabilità di investimenti destinati nei prossimi 24 mesi all’intelligenza artificiale, anche se bisogna aggiungere poi che quanti dichiarano di investire in questo campo «non lo fanno solo per ridurre i costi, ma anche per migliorare l’accuratezza decisionale e il livello di servizio ai propri clienti».
È questa fotografia della situazione l’emblema di qualcosa che sta accadendo (e di cui forse non c’è piena consapevolezza): si registra nel nostro Paese «un divario rispetto alle altre economie evolute globali», come viene spiegato.
«L’innovazione tecnologica è oggi il principale fattore di trasformazione delle filiere industriali e logistiche». Partono da qui gli organizzatori di “Shipping, Forwarding & Logistics Meet Industry” per annunciare che l’evento che il pomeriggio del 3 marzo sarà interamente dedicato a questo tema, con due sessioni consecutive che affrontano in modo integrato l’evoluzione dell’intelligenza artificiale e della robotica applicate alla logistica e alle catene logistiche. Ma c’è un “ma”, e lo indica con chiarezza Nicolò Trifone (Università Liuc) su “Logistica”: «Di intelligenza artificiale si parla ormai quotidianamente, ma la distanza tra la narrativa e la realtà operativa è ancora molto ampia».
Lo indica il dossier dell’équipe dell’ateneo lombardo mettendo l’accento proprio sull’identikit reale dell’uso di strumenti di intelligenza artificiale: solo il 30% di quanti hanno risposto al test dichiara di avere una qualche forma di intelligenza artificiale all’interno dei propri sistemi informatici in ambito, ma a malapena il 7% ha «già un applicazione implementata e già funzionante». In quali settori, per quali attività? Le risposte prevalenti (22%) indicano applicazioni nell’ambito della pianificazione della catena logistica, e questo non è una sorpresa perché «è l’ambito in cui storicamente si sono sviluppati i primi algoritmi predittivi basati sull’intelligenza artificiale».
Fra quanti dichiarano di avere almeno una applicazione, in testa la previsione relativa alle vendite (43%), la pianificazione della produzione è indicato dal 24%, mentre dal 21% è segnalato l’abbinamento fra ordini, viaggi e trasportatori, appena sotto il 20% l’ottimizzazione percorrenze e sequenza attività magazzino così cone il controllo e la gestione delle scorte, fra il 16 e il 18% la pianificazione e gestione degli acquisti, come pure l’ottimizzazione dei percorsi di trasporto ma anche il campo della automazione, robotica e guida autonoma, l’allocazione dinamica degli articoli in magazzino oppure l’identificazione e tracciabilità e anche la previsione di un ritardo di consegna.

L’intelligenza artificiale viene messa in testa come «principale fattore di discontinuità per volume di investimenti, impatto industriale e ricadute sulle filiere a monte, dall’energia alla microelettronica» nel ventaglio delle tecnologie destinate a cambiare radicalmente i paradigmi attuali, tali cioè da «ridefinire il panorama tecno-economico globale». Eppure – viene sottolineato – in Italia l’adozione dell’intelligenza artificiale nella logistica è «in crescita ma la maturità operativa resta contenuta».
Tutto temi al centro di “Shipping, Forwarding & Logistics Meet Industry”, l’evento in agenda ccome detto a inizio marzo al centro congressi di Assolombarda a Milano (viale Pantano), edizione numero 10 di quel che diventato ormai il forum di riferimento per il mondo della logistica, del trasporto marittimo e delle catene logistiche per iniziativa di Alsea, Propeller Club Port of Milan e Assologistica. Info dettagliate su www.shippingmeetsindustry.it (per partecuipare occorre essere registrati via online), qui si mette sulla sessione dal titolo “L’intelligenza artificiale nella logistica e la logistica dell’intelligenza artificiale”.
Come è stato spiegato nella presentazione, questo round di riflessioni punta a affrontare il tema in una doppia prospettiva: «Da un lato, le applicazioni dell’intelligenza artificiale nella logistica e nelle catene logistiche, dall’ottimizzazione dei flussi al procurement”, dalla previsione della domanda alla gestione dei rischi; dall’altro, la logistica dell’intelligenza artificiale, ovvero l’insieme delle infrastrutture fisiche che rendono possibile l’intelligenza artificiale: data center, reti di telecomunicazione, approvvigionamento energetico, controllo delle filiere tecnologiche». Con una sottolineatura specifica che rappresenta «un passaggio cruciale»: l’intelligenza artificiale «non è solo uno strumento di ottimizzazione, ma può diventare un fattore di riprogettazione delle catene del valore». Ma a una condizione ben precisa: va alimentata da dati corretti e coerenti, perché se tu metti dentro “spazzatura”, cosa ti aspetti di ottenere? Sotto i riflettori anche l’impatto territoriale delle infrastrutture di intelligenza artificiale, il tema energetico che risulta «sempre più determinante nella localizzazione dei data center».
Ecco i protagonisti della sessione:
- Nicolò Trifone, ricercatore PhD Università Cattaneo Liuc
- Igino Colella, presidente Cscmp Italy Roundtable
- Anna Maria De Giuli, direttore Alsea
- Federica Montaresi, segretario generale Authority Mar Ligure Orientale
- Nicola Nardi, avvocato dello Studio Legale Mordiglia
- Alberto Candido, partner di My Taxcredit
- Francesco Gaetarelli, amministratore delegato e co-fondatore di Komete

La giornata proseguirà fino alle 17.30 sempre all’insegna della tecnologia disruptive nella logistica con la sessione “La robotica, prossima frontiera di quasi tutto”. Con un argoimento-chiave: se l’intelligenza artificiale è il cervello digitale delle nuove catene logistiche, la robotica ne costituisce il braccio operativo. La seconda sessione analizza la convergenza tra evoluzioni tecnologiche e nuove esigenze di mercato che sta determinando un cambio di passo nell’automazione. Il fenomeno più evidente è quello della cosiddetta “intelligenza artificiale fisica”: robot dotati di livelli di autonomia, apprendimento e adattamento significativamente superiori rispetto al recente passato.
Particolare attenzione – viene sottolineato – sarà dedicata ai robot antropomorfi e semi-antropomorfi, il cui sviluppo è sostenuto dall’innovazione hardware ma trainato dalla domanda di sostituzione o integrazione del lavoro umano senza la necessità di riprogettare radicalmente fabbriche, magazzini e ambienti operativi. Tuttavia, la rivoluzione non sarà solo umanoide: veicoli autonomi terrestri, marittimi e aerei, autocarri robotizzati e droni cargo sono destinati ad avere un impatto altrettanto profondo sull’organizzazione delle filiere.
Tra i temi in agenda: le motivazioni strutturali della nuova ondata robotica, la robotica nell’intralogistica, l’apprendimento on-the-job, le diverse modalità – corrette e meno corrette – di applicazione dell’AI fisica.
Interverranno al convegno
- Giovanni Legnani, vicepresidente dell’Associazione Italiana di Robotica e Automazione
- Manuel Giuseppe Catalano, principal investigator, dell’Istituto Italiano di Tecnologia
- Leonardo Anceschi, responsabile vendite di Oversonic Robotics
- Antonino Lanza, responsabile strategia e sviluppo di Kfi
- Emilio Baggio, manager di Ceva Logistics Italia
- Fabio Piazza, responsabile finanziario di Btr Simulators
Le due sessioni – viene sottolineato – compongono un unico percorso: comprendere come l’intelligenza artificiale stia ridefinendo la logistica non solo come insieme di strumenti digitali, ma come infrastruttura energetica, territoriale e normativa, e come la robotica rappresenti la sua naturale estensione operativa. In un sistema industriale chiamato a essere più resiliente, efficiente e competitivo, AI e robotica non sono più ambiti separati, ma componenti integrate di una nuova architettura delle supply chain.











