Ponte sullo Scolmatore, la Regione disposta ad anticipare il finanziamento
Giani annuncia che li prenderebbe dai fondi che ha lì per la Darsena Europa

Ponte del Calambrone
LIVORNO. «Al prefetto di Livorno ho manifestato tutta la disponibilità della Regione Toscana: nel bilancio 2026 abbiamo riproposto un finanziamento di 200 milioni per la Darsena Europa. Ne possiamo anticipare 35-40 per fare al Calambrone il ponte mobile e rialzabile». L’annuncio arriva dal “governatore” Eugenio Giani al termine di un incontro nel Palazzo del Governo al tavolo coordinato dal prefetto di Livorno, Giancarlo Dionisi, al quale hanno partecipato, oltre all’assessore regionale alle Infrastrutture Filippo Boni, i sindaci di Pisa e di Livorno più il presidente dell’Autorità di Sistema portuale e, in videocollegamento, un dirigente del Dipartimento del ministero delle infrastrutture.

Obiettivo: prendere di petto la questione del nuovo ponte sullo Scolmatore. Mette d’accordo livornesi e pisani: è indispensabile. Per gli uni: perché consente finalmente di dare dalla foce dello Scolmatore uno sbocco a mare alle industrie, soprattutto cantieri nautici, dislocate lungo il Canale dei Navicelli, compresa la Darsena Pisana. Per gli altri: perché permetterebbe di risolvere definitivamente l’incredibile storia dei quattro ponti levatoi raggruppati in neanche 300 metri che di fatto, se alzati, isolano la Darsena Toscana e, in prospettiva, la Darsena Europa.
La mossa di Giani punta a non restare fermi con le mani in mano nell’attesa che a Roma si trovino i finanziamenti per finanziare la realizzazione del nuovo ponte: lungo 145 metri, tre campate con la centrale mobile per lasciar passare le barche. «Realizziamolo subito, il ponte mobile allo Scolmatore», dice Giani mettendo sul tavolo la disponibilità ad anticipare la risorse finanziarie che servono.
Il presidente della Regione Toscana vuol accelerare i tempi: lo dice segnalando che lo sviluppo dei cantieri pisani renderà ancor più pressante il problema. Del resto, l’ha sperimentato il presidente dell’Authority, Davide Gariglio, appena messo piede a Livorno: la prima grana che gli è capitata è stata proprio la contestazione degli industriali pisani perché c’erano stati intoppi nel passaggi dal Canale dei Navicelli alla Darsena Toscana. Giani sa bene anche che quando gli yacht pisani potranno uscire dalla foce dello Scolmatore – cosa ora impossibile perché l’attuale ponte è bassissimo sul pelo dell’acqua – si potrà affrontare anche il caso dei quattro ponti l’uno a contatto di gomito con l’altro e smetterla di far entrare dalle porte vinciane i sedimenti che si riversano in Darsena Toscana creando i soliti problemi di pescaggio delle navi portacontainer.
Da un punto di vista dei rapporti politici, potrebbe essere anche il segnale di un cambio di fase: anziché continuare a scontrarsi con Roma (con il viceministro Rixi più che con il ministro Salvini), si potrebbe pragmaticamente gestire tempi e finanza, magari ottenendo lo sblocco di qualche attenzione in più per la Darsena Europa che ha bisogno di rifinanziamento. Intanto, l’amministrazione di centrodestra di Pisa potrebbe ritrovarsi con il ponte del Calambrone pronto e infiocchettato giusto in vista delle elezioni in agenda fra due anni.











