Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti
COMMERCI ILLEGALI

Cranio di orso bruno sequestrato nella “cargo city” dell’aeroporto

Guardia di Finanza e Dogane in azione contro il commercio illegale di specie protette

Finanza e dogane sequestrano cranio di orso bruno all’aeroporto di Malpensa

MILANO. Un cranio di orso bruno è stato sequestrato nella “cargo city” dell’aeroporto milanese di Malpensa dai finanzieri della sezione operativa Cites e dai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. È accaduto nel corso di un controllo doganale per contrastare il commercio illegale della flora e della fauna in via di estinzione: occhi puntati sul pacco di una spedizione proveniente dalla Bosnia Herzegovina, il cui contenuto era dichiarato come “trofeo di caccia”.

All’interno del pacco l’ispezione ha rinvenuto una pelliccia d’orso appartenente alla specie “ursus arctos” (orso bruno): questa era «regolarmente dichiarata». Nessuna documentazione invece che autorizzasse la regolare importazione (ai fini delle norme Cites) del cranio della stessa specie animale presente nel carico, benché rientri «tra gli specimen tutelati dalla Convenzione di Washington (sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche minacciate di estinzione) e dal Regolamento europeo n. 338/97 (relativo alla protezione di specie della flora e della fauna selvatiche mediante il controllo del loro commercio).

A questo punto è scattata la contestazione della violazione amministrativa nei confronti dell’importatore e il contestuale sequestro del cranio per la successiva confisca.

L’attività – viene sottolineato – si inquadra in «uno strutturato dispositivo di contrasto al commercio internazionale illegale di flora e fauna selvatica a tutela delle specie in via di estinzione e a salvaguardia della biodiversità»: è svolta in tandem dalla Guardia di Finanza e dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Pubblicato il
27 Febbraio 2026

Potrebbe interessarti

Speriamo che ce la caviamo

Questo è lo spazio della homepage in cui il nostro Antonio Fulvi, direttore di questo giornale per più di mezzo secolo, affilava i propri corsivi nel segno della sua ironia così toscana: l’ “avatar”,...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio