La “Grande Pacifico” per Grimaldi è in grado di trasportare quasi 10mila auto
Presa in consegna la più grande unità della flotta napoletana

Flotta Grimaldi la nave porta veicoli Grande Pacifico
NAPOLI. È la tredicesima nave “ammonia ready” della flotta Grimaldi, cioè secondo la classificazione Rina già predisposta per la riconversione all’uso dell’ammoniaca come combustibile alternativo a zero emissioni di carbonio. L’hanno chiamata “Grande Pacifico” in nome della «crescente presenza del gruppo Grimaldi nell’area del Pacifico, consolidata negli ultimi anni – com’è stato detto presentando la nuova unità – con servizi marittimi regolari e sempre più capillari a supporto dell’industria automobilistica e del trasporto di rotabili».
Il viaggio inaugurale sul servizio Asia-Europe è stato messo in preventivo nei prossimi giorni in partenza dal porto di Taicang (Cina) con destinazione Anversa (Belgio) e Southampton (Regno Unito). A bordo avrà un carico di «più di 6.900 autovetture e oltre 900 metri lineari di merci rotabili».
La “Grande Pacifico” è anche la prima di cinque innovative navi porta-auto (Pctc, cioè “Pure Car & Truck Carrier”) commissionate ai cantieri cinesi di China Merchants Heavy Industries Jiangsu: la compagnia partenopea la presenta come l’evoluzione del progetto che «ha dato vita alle prime cinque navi da 9mila “ceu” (equivalenti auto) già consegnate dallo stesso cantiere»: queste nuove navi – viene sottolineato – offrono «una capacità di carico ulteriormente incrementata, mantenendo gli stessi elevatissimi standard di efficienza energetica, innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale che caratterizzano questa classe di unità per il trasporto di veicoli».
Si tratta di una nave che è «lunga 220 metri e larga 38 metri» con «una stazza lorda di 95mila tonnellate e una velocità di crociera di 18 nodi». In virtù della configurazione dei suoi 15 ponti («uno in più rispetto alle cinque precedenti unità della stessa classe») la sua capacità di carico raggiunge i 9.800 “ceu”, con un incremento di circa il 9%. A ciò si aggiunga che, «oltre ai veicoli elettrici e a quelli alimentati con carburanti convenzionali», la nave è progettata «anche per il trasporto di veicoli alimentati a gas naturale compresso (Cng), ampliando ulteriormente la gamma di carichi trasportabili».
Vale la pena di segnalare – ripetono dal quartier generale della società armatoriale – che la “Grabde Pacifico” è «progettata nel rispetto dei più alti standard» e ha ottenuto «anche diverse altre le notazioni di classe, tra cui Green Plus, Green Star 3, Comfort Vibrationand Comfort Noise Port». Dunque, contando su una serie di tecnologie eco-compatibili adottate a bordo, la nuov a nave è capace di «abbattere del 50% il consumo di carburante rispetto alle navi porta-veicoli della precedente generazione».
Basti pensare che ha a bordo mega-batterie al litio che hanno «una capacità complessiva di 5 megawattora» e che la nave ha la predisposizione per l’alimentazione elettrica da terra (“cold ironing”) nei porti attrezzati così da essere in grado di «azzerare le emissioni durante le soste in banchina», secondo quanto precisato. A bordo trovano inoltre impiego – viene segnalato – «le più avanzate soluzioni per l’efficienza energetica, tra cui 2.500 metri quadrati di pannelli solari, sistemi intelligenti per la gestione dei consumi, pitture siliconiche per ridurre la resistenza all’avanzamento, un sistema di “air lubrication”, un design dello scafo ottimizzato e l’innovativo “gate rudder”, che migliora l’efficienza propulsiva e la manovrabilità». Infine, il motore a controllo elettronico è dotato di «sistemi di trattamento dei gas di scarico che consentono di ridurre le emissioni di ossidi di zolfo (SOx), particolato (Pm) e ossidi di azoto (NOx), questi ultimi al di sotto dei limiti Imo Tier III».











