Da Assomarinas l’altolà al bando di gara dell’Authority di Napoli
«Concessione di 4 anni? Troppo breve per poter investire»

L’edificio in cui a Napoli ha sede l’Auttorità di Sistema Portuale
ROMA. Un siluro contro il bando di gara messo nero su bianco dall’Authority napoletana riguardo alla gestione degli approdi turistici del porto di Castellammare di Stabia: arriva da Assomarinas, l’Associazione Italiana Porti Turistici che orbita nella galassia di Confindustria Nautica e Federturismo, che non risparmia i toni aspramente critici nei confronti del provvedimento e annuncia dii averlo impugnato.
Più precisamente, a esser finiti nel mirino sono «alcuni elementi del bando». In particolare, quelli relativi a:
- durata di quattro anni delle concessioni,
- possibilità di ottenere il rilascio della concessione per uno soltanto dei lotti messi a gara,
- sostanziale impossibilità per le imprese del settore che già operino in uno qualsiasi dei porti del Sistema portuale di partecipare alla gara.
Tutti questo – viene fatto rilevare – impedisce di fatto «qualsiasi investimento nelle strutture e nei servizi per il turismo nautico e, in definitiva, preclude il raggiungimento di quegli obiettivi di valorizzazione del porto e di miglioramento della qualità dei servizi destinati ai diportisti che l’Autorità di Sistema portuale dichiara di volere perseguire».
Ecco la sottolineatura che arriva da Roberto Perocchio, presidente di Assomarinas: «Un porto turistico non si può gestire con una logica di breve periodo: servono certezze, investimenti e una prospettiva industriale». Come dire: «Quattro anni non sono un orizzonte sufficiente per chi deve investire in strutture, servizi, sicurezza e qualità dell’accoglienza». Perocchio rincara la dose: «Se si chiede agli operatori di investire, bisogna metterli nelle condizioni di poterlo fare. Altrimenti il rischio è quello di avere concessioni formalmente assegnate ma senza quello sviluppo del turismo nautico che il porto dovrebbe generare».











