Progetto pilota per l’idrogeno verde nel porto di Savona
L’accordo che lo fa decollare: si passa al test dell’operatività reale

Porto di Savona
SAVONA. Un progetto pilota per produrre (e utilizzare) idrogeno verde nel porto di Savona: a prefiggersi di farlo decollare è l’alleanza fra l’Authority del Mar Ligure Occidentale, l’Associazione Logistica dell’Intermodalità Sostenibile (Alis), Assocostieri, Edison, e Fs Logistix che hanno messo nero su bianco un protocollo di intesa. La cerimonia della firma è andata in scena nella città portuale ligure alla presenza del viceministro Edoardo Rixi, protagonisti Matteo Paroli (presidente dell’ente portuale genovese), Fabrizio Mattana (vicepresidente esecutivo di Edison per gli asset del gas), Sabrina De Filippis (amministratrice delegata di Fs Logistix), Antonio Errigo (vicedirettore di Alis) e Dario Soria (direttore generale di Assocostieri).
In questo primo round durerà fino alla fine del prossino anno: sulla base dei risultati delle attività di sviluppo e testing e delle valutazioni tecniche, economiche e regolatorie, le parti – viene sottolineato – valuteranno «le successive fasi di realizzazione delle soluzioni progettuali individuate».
Dietro c’è l’idea che la decarbonizzazione effettiva guarderà principalmente all’idrogeno (e ovviamente all’idrogeno verde perché altrimenti si sposta solo la modalità di inquinamento). In ballo la definizione di una filiera integrata dell’idrogeno che identifichi i potenziali utilizzatori sia per le attività logistiche di terra (movimentazione merci) che di mare, oltre – è stato detto – alla configurazione tecnico-economica ottimale degli impianti di produzione e distribuzione dell’idrogeno, tenuto conto degli aspetti autorizzativi. È stato messo in evidenza l’approfondimento dell’uso dell’idrogeno come «vettore energetico alternativo nel trasporto merci su ferro, anche con riferimento alle attività di ultimo miglio ferroviario in ambito portuale».
«Savona può diventare un laboratorio concreto della transizione energetica dei porti italiani», dice il viceministro Rixi: «Qui mettiamo alla prova l’idrogeno dentro una filiera reale, legando innovazione, logistica e ultimo miglio ferroviario per rafforzare la competitività del porto e del territorio».

Fra l’Authority genovese, l’Alis, Assocostieri, Edison e Fs-Logistix firmano a Savona l’intesa sull’idrogeno verde
Ecco cosa mette in risalto il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, Matteo Paroli: «Portare l’idrogeno fuori dalla dimensione degli studi e metterlo alla prova di un porto vero è il nostro obiettivo. A Savona abbiamo individuato un’area portuale sulla quale lavorare e un percorso che deve portarci dalla progettazione alla sperimentazione». Paroli segnala che si partirà dai possibili utilizzatori e dai fabbisogni reali: «Costruiremo attorno a questi la soluzione tecnologica e ne verificheremo costi, autorizzazioni, sicurezza e prestazioni. Il punto di arrivo deve essere il testing: capire sul campo se l’idrogeno può funzionare, con quali risultati e a quali condizioni, nelle attività quotidiane della logistica portuale e marittima. È così che intendiamo la transizione energetica: non come una dichiarazione di principio, ma come innovazione da sperimentare, misurare e, quando funziona, portare a scala industriale».
Così il commento di Fabrizio Mattana, vicepresidente di Gas Assets Edison: «Questa iniziativa conferma la volontà di Edison di sviluppare soluzioni energetiche innovative per la decarbonizzazione del sistema infrastrutturale portuale e del settore marittimo. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di costruire una filiera integrata dell’idrogeno disegnata sulle esigenze del porto di Savona, ma replicabile in altre realtà portuali. Lo sviluppo di vettori decarbonizzati come l’idrogeno rappresenta il completamento ai combustibili già oggi disponibili e competitivi, come il Gnl e Bio-gnl, per accompagnare nel medio termine la transizione energetica del comparto logistico e marittimo».
La parola ora a Antonio Errigo, vicedirettore di Alis: «Questo protocollo rappresenta un segnale concreto della capacità del sistema logistico e intermodale italiano di fare squadra attorno a una visione comune di innovazione, sostenibilità e competitività. La collaborazione tra porti, associazioni ed operatori logistici, energetici e infrastrutturali dimostra come le sfide della transizione energetica possano essere affrontate solo attraverso un approccio integrato lungo l’intera catena del valore. Questo progetto ci rende particolarmente orgogliosi anche perché coinvolge due importanti soci consiglieri di Alis, Fs Logistix ed Edison, che confermano il ruolo determinante svolto dalla sinergia tra diversi attori del settore per sviluppare progetti capaci di generare valore per il Paese. Alis ringrazia tutti i soggetti firmatari per questo importante percorso condiviso e il viceministro Edoardo Rixi per la costante attenzione e vicinanza alle esigenze del mondo dei trasporti e della logistica».
Questo è quel che afferma Dario Soria, direttore generale di Assocostieri: «La logistica energetica si è orientata da tempo verso un approccio di filiera capace di decarbonizzare il comparto portuale mettendo in relazione infrastrutture, operatori energetici, logistica e utilizzatori finali. Lo sviluppo di un progetto pilota per la produzione e l’impiego di idrogeno verde nel porto di Savona rappresenta un’importante occasione per verificare sul campo soluzioni concrete e replicabili, valorizzando al contempo le infrastrutture e le competenze già presenti sul territorio. Come Assocostieri, riteniamo fondamentale favorire un percorso di transizione energetica basato sull’integrazione tra diversi vettori e tecnologie, accompagnando l’innovazione con una visione industriale orientata alla sicurezza, alla sostenibilità e alla competitività della filiera».
Ecco la sottolineatura di Sabrina De Filippis, amministratrice delegata di Fs Logistix: «La transizione sostenibile della logistica passa dalla capacità di integrare modalità di trasporto, infrastrutture, tecnologie e competenze industriali. Come Fs Logistix vogliamo contribuire allo sviluppo di soluzioni innovative che rendano sempre più efficiente e sostenibile il trasporto merci ferroviario e intermodale, anche esplorando il potenziale dell’idrogeno nelle attività portuali e nell’ultimo miglio ferroviario. La collaborazione tra i principali attori della filiera è la condizione essenziale per trasformare l’innovazione in progettualità concrete».











