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L’INIZIATIVA

Taranto vuol diventare la capitale dell’eolico offshore

Energia dal vento ma in mezzo al mare: se ne discute dal 7 al 9

Giovanni Gugliotti, presidente Authority di Taranto alla presentazione Offshore Wind Revolution

TARANTO. In sigla si chiama “Owr”, è l’appuntamento che promette una “revolution” sotto il segno dell’eolico offshore con l’energia generata dal vento. Dove? A Taranto, che tiene a ricordare di essere il polo strategico designato dal governo per sviluppare questo genere di energia rinnovabile. È questa la terza edizione di “Offshore Wind Revolution” organizzato dal 7 al 9 ottobre da Magellan Circle, società di consulenza con esperienza anche nell’ambiente e nell’economia circolare, in tandem con l’Authority tarantina e la Regione Puglia.

Il primo round dell’evento mercoledì 7 e la mattina del giovedì 8 – viene precisato – sono riservati a sponsor e addetti ai lavori: a cominciare dalle tredici imprese selezionate da un bando della Regione Puglia, che sostiene la manifestazione patrocinata anche dal Comune di Taranto.

Superano quota 95 i progetti di eolico offshore che hanno presentato richieste di connessione alla rete Terna per una capacità totale di circa 64 gigawatt: praticamente la metà di essi (trentuno) riguardano la Puglia per oltre 23 gigawatt. I promotori dell’iniziativa tengono a sottolineare che, per ogni euro investito nell’eolico galleggiante, ne vengono generati 2,9 nel resto dell’economia nazionale, secondo il dossier realizzato dall’Associazione Aero con i Politecnici di Torino e Bari più Intesa Sanpaolo, Anev-Owemes e Prometeia). l’impatto sull’economia italiana e la filiera produttiva nazionale sarebbe notevole. A ciò si aggiunga – viene sottolineato – la «maggiore produttività energetica dovuta alla posizione in mare aperto» insieme ad altri vantaggi come «un impatto visivo e acustico ridotto, oltre a benefici per la biodiversità marina».

Ospiti dell’evento due importanti missioni internazionali provenienti da Francia e Olanda, Paesi con esperienze diverse (e prospettive molto interessanti per il futuro dell’eolico offshore europeo). Viene messo in evidenza che la Francia, rappresentata dalla Région Occitanie, è «uno degli esempi più brillanti di sviluppo dell’eolico offshore nel Mediterraneo»: stiamo parlando di un caso tutto da studiare per l’Italia anche per le iniziative di valorizzazione della comunità industriale collegata.

Grazie all’ambasciata d’Olanda il pubblico avrà la possibilità di ascoltare dove sta andando uno dei Paesi più avanzati in fatto di eolico offshore: si potrà avere «una finestra privilegiata sul Nord Europa» nella conferenza principale, aperta a pubblico e ospitata l’8 e il 9 ottobre all’hotel Delfino (necessaria la registrazione, vedi link sul sito web dell’ente portuale).

Queste le parole dell’assessore regionale Eugenio Di Sciascio: «L’eolico offshore può diventare per la Puglia una vera leva di politica industriale, capace di trasformare la transizione energetica in crescita, innovazione e occupazione. In questo ambito può svilupparsi una filiera che coinvolge manifattura, logistica, cantieristica, servizi tecnologici, manutenzione e nuove professionalità. Per questo la Regione ha posto anche al governo, nell’Agenda per Taranto, il tema dell’offshore come una delle direttrici strategiche per lo sviluppo dell’area ionica, chiedendo di valorizzare il ruolo di Taranto quale polo nazionale per l’eolico offshore galleggiante e di dare concretezza agli investimenti e alle infrastrutture necessarie».

A giudizio dell’assessore, i porti di Taranto e Brindisi possono diventare «infrastrutture industriali al servizio della nuova filiera, mettendo a sistema banchine, spazi logistici, aree di stoccaggio, competenze e, ci auguriamo, capacità produttive». Con uno scopo: fare in modo che «le aziende pugliesi possano entrare in questo mercato, acquisire competenze e sviluppare soluzioni tecnologiche, rafforzando il posizionamento della Puglia nel Mediterraneo». Di Sciascio segnala che va in questa direzione di concretezza il progetto Interreg Grecia-Italia “Blue Tech” nel quale la Regione lavora sulla modernizzazione della logistica portuale e sulla pianificazione energetica, utilizzando sensori, sistemi IoT, modellazione dei processi e simulazione dei flussi per la movimentazione dei componenti degli impianti eolici flottanti». Come dire che la transizione energetica non è «solo una questione di impianti e megawatt» bensì il segno di «una politica industriale capace di generare valore aggiunto, innovazione e occupazione qualificata».

Dalla sponda dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio il presidente Giovanni Gugliotti mette l’accento sulla rilevanza di “Offshore Wind Revolution” e sulla «proficua collaborazione interistituzionale con la Regione Puglia»: è la riprova che Taranto può avere un ruolo nella transizione energetica del Paese.

Alexio Picco, presidente di Magellan Circle, spiega che «quest’anno abbiamo allargato l’evento non più su due, ma su tre giorni: con un giorno e mezzo riservati a sponsor e aziende pugliesi proprio per dare la possibilità alla filiera locale di confrontarsi con i grandi operatori del settore». Nelle conferenze aperte al pubblico – aggiunge – saranno presenti relatori di livello internazionale che raccontano come l’eolico offshore sta crescendo in Europa e anche nel Mediterraneo. E avverte: «L’Italia è ferma da troppo tempo e rischia di perdere questo treno, ora serve una svolta per questo settore che ha tutti i numeri per far crescere in modo significativo la quota di elettricità prodotta da energie rinnovabili e creare sviluppo industriale soprattutto nel Mezzogiorno».

Pubblicato il
5 Ottobre 2026

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