L’economia dello spazio vale già otto miliardi di euro
Ma è un “continente” ancora dominato al 77% dagli uomini

Satellite in orbita nel cosmo sullo sfondo lItalia e il Mediterraneo
PADOVA. Nel nostro Paese l’economia dello spazio “vale” otto miliardi di euro e dà lavoro a «oltre 23mila persone». Con un identikit degli addetti che vede il 32,3% dei dipendenti in possesso della laurea (il doppio rispetto alla media di altre attività economiche) ma soprattutto maschi, se è vero che gli uomini rappresentano il 77,1% degli occupati in questo campo, cioè poco meno di tre volte e mezzo delle donne. Satelliti, osservazione della Terra, telecomunicazioni, intelligenza artificiale, sostenibilità orbitale, ricerca e missioni scientifiche stanno aprendo nuovi possibili percorsi professionali: ma chi sarà a costruire lo spazio dei prossimi vent’anni?
Il divario comincia già dalla formazione: tra i 20 e i 29 anni i laureati Stem (cioè nelle discipline scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche) «sono 21 ogni mille abitanti tra gli uomini e 14,2 tra le donne». È in questo scenario che il 16 e 17 ottobre prossimi il centro culturale Altinate San Gaetano di Padova ospiterà “Donne fra le Stelle”, evento ad accesso gratuito e aperto al pubblico: dopo quattro appuntamenti tra Calabria e Veneto, l’iniziativa diventa Festival nazionale itinerante, con Padova come prima tappa di un percorso destinato a raggiungere altre città italiane con faccia a faccia con scienziate, astrofisiche, ingegnere, ricercatrici, manager e imprenditrici che raccontano il settore.
Gli organizzatori la presentano come una “due giorni” che chiamerà a Padova alcune delle realtà che lo spazio lo costruiscono, lo studiano e lo trasformano ogni giorno in ricerca e tecnologia: dall’Agenzia Spaziale Europea (Esa) all’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e all’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf); da Telespazio e Thales Alenia Space Italia fino ad Altec Aerospace Logistics Technology Engineering Company, centro di eccellenza per le attività legate alla Stazione Spaziale Internazionale e all’esplorazione planetaria. Fino alla Nasa con un collegamento dedicato al nuovo telescopio spaziale Nancy Grace Roman.

Donna astronauta davanti a un pannello di controllo
Dietro una missione – viene fatto rilevare – non ci sono soltanto astronauti: ci sono persone che «progettano satelliti, interpretano dati, studiano pianeti, costruiscono tecnologie, si occupano di diritto e sostenibilità, fondano imprese, lavorano nell’intelligenza artificiale e nell’osservazione della Terra». Aggiungendo poi: «Rendere visibili queste professioni significa rendere immaginabile un futuro che per molte ragazze può apparire ancora lontano». Come viene messo in risalto, lo scopo della “due giorni” è raccontare alle nuove generazioni che il futuro si costruisce anche oltre il pianeta Terra…
Sotto la luce dei riflettori del Festival – realizzato in collaborazione con Remedia Group e Thales Alenia Space – anche “Y-40”, la piscina termale più profonda al mondo nel cuore del Padovano, tra gli sponsor d’eccezione e protagonista dell’incontro che mette in connessione Spazio, Artico e mondo subacqueo.
A guidare il festival sono la presidente Annamaria Nassisi, Dante Fortunato, fondatore di Donne fra le Stelle e presidente dell’Associazione Ai; Patrizia Caraveo, presidente del Comitato tecno-scientifico; Paolo Conte, presidente del Premio Rossella Panarese.
“Donne fra le Stelle” – questa la sottolineatura – non parla soltanto alle donne: scienziate, astrofisiche, geofisiche, ingegnere aerospaziali, ricercatrici, manager, imprenditrici e startupper raccontano a tutti cosa significa oggi lavorare nello spazio, dalle missioni ai satelliti, dai dati all’intelligenza artificiale, fino alla sostenibilità e all’osservazione della Terra. Professioni da rendere visibili soprattutto alle nuove generazioni, perché possano immaginare il proprio futuro anche oltre l’atmosfera.
Fra i protagonisti del primo round – sotto il segno dell’industria mettendo a confronto organizzazioni di categoria, distretti regionali, università e ricerca (con rappresentanti di Rir Air Veneto, Aipas, Cira, Lombardia Aerospace Cluster e Cluster Exploore Aerospazio Marche – anche il giornalista e divulgatore Emilio Cozzi, conosciuto anche per il suo libro intitolato “Geopolitica dello spazio” in cui si guarda a quello che definisce il “nuovo continente”. Sarà lui a portare lo spazio dentro la vita quotidiana («dall’agricoltura alla medicina, dal turismo alla finanza, dalle connessioni internet sulla Luna alla telemedicina orbitale, fino alle estrazioni minerarie sugli asteroidi e alle coltivazioni nei deserti di Marte, per capire quanto ciò che accade lassù stia già cambiando quello che facciamo quaggiù», come ribadiscono i promotori presentando l’iniziativa).
C’è anche molto altro nel menù: spazio, si potrebbe dire così, anche «alla sostenibilità orbitale, tra detriti, gestione delle risorse e nuove normative internazionali». È il tema che verrà posto all’attenzione da Patrizia Caraveo attraverso i temi dell’ecologia spaziale. Senza dimenticare le tecnologie che stanno modificando ricerca e industria (come la quantistica, l’intelligenza artificiale e l’osservazione della Terra «fino alla ricerca su Mercurio, Venere e Marte»). Di scena figure come Francesca Cipollini (Esa), Eleonora Stragliotto (Latitudo40), Alessandra Farese (Telespazio), Cristina Zanchi (Leaf Space) e Cinzia Zuffada già NASA/JPL Deputy Chief Scientist.
L’indomani, secondo quanto viene riferito, fisserà lo sguardo sullo “spazio come mestiere possibile”: si partirà dalla Luna, ripercorrendone l’esplorazione da Galileo alle missioni contemporanee con Laura Ferrero (Altec), Michèle Lavagna (Politecnico di Milano), Cristina Valente (Esa/Asi e Telespazio) e Francesca Esposito (Inaf). Il programma prevede inoltre un dialogo con astronauti sulle missioni, sulla preparazione e sulla vita a bordo della Stazione Spaziale Internazionale.
Nel pomeriggio il Festival porterà sul palco una generazione di donne che lo spazio non si limita a studiarlo, ma lo sta trasformando in impresa. La sessione “Start-up e una nuova visione” riunirà Alessia Gloder (Adaptronics), Anna Mauro (Oris), Chiara Mirani (Volta Structural Energy) e Ilaria Fiore (Raysilence): esperienze che mostrano come competenze tecnico-scientifiche, imprenditorialità e innovazione possano tradursi in nuovi percorsi professionali. Da Padova il Festival arriverà idealmente fino alla Nasa: in collegamento da remoto interverrà Gisella De Rosa per raccontare il “Nancy Grace Roman Space Telescope”, il nuovo osservatorio spaziale della Nasa lanciato lo scorso 30 agosto.
È da aggiungere che alla kermesse padovana nel nome del cosmo parteciperanno anche altre due figure di primissimo piano in questo settore: gli organizzatori hanno deciso di tenere coperte queste due carte.
Al di là dei riconoscimenti da tributare a queste due star del mondo spaziale e astrofisico, vale la pena di ricordare che tornano premi come: il “Donne fra le Stelle Award”, che nella prima edizione è stato assegnato ad Amalia Ercoli Finzi; il premio nazionale per la divulgazione scientifica spaziale intitolato a Rossella Panarese in ricordo della giornalista che ha ideato “Radio3 Scienza” (per il 2026 prevede le sezioni podcast e video); il Premio Cambiare, consegnato da Giulia Morello, presidente dell’associazione Dire Fare Cambiare.
Il festival “Donne fra le Stelle 2026” è patrocinato e sostenuto da Comune di Padova, Provincia di Padova, Regione del Veneto, Agenzia Spaziale Italiana, Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco, Esa, Parlamento europeo, Inaf, Aipas, Infn, Cnr, Planetario di Padova, Ingv, Castello di San Pelagio, Women in Aerospace Europe, Steamiamoci, Fondazione Roberta Lanzino, Fidapa-Bpw Italy, #InclusioneDonna, Accatagliato, Alpm-Pro Loco Alfianello, Club per l’Unesco di Padova, Ait Associazione Italiana di Telerilevamento, Cluster Exploore Aerospazio Marche, Lombardia Aerospace Cluster, Rir Air Aerospace Innovation and Research, No Women No Panel, Premio Cambiare e Confindustria Veneto Est. Come partner scientifici: Università di Padova, Dipartimento di Fisica e astronomia Unipd, Società Astronomica Italiana, Cira, Center for International and Strategic Studies della Luiss e Università di Roma Tor Vergata.











