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IL CASO JSW

Polo siderurgico di Piombino, giovedì 5 l’incontro al ministero

I sindacati: chiediamo certezze su tempi e salvaguardia dei lavoratori

Presidio di lavoratori davanti alla sede del ministero delle imprese e del Made in Italy a Roma

PIOMBINO (Livorno). L’appuntamento l’hanno fissato per giovedì 5 novembre. All’ordine del giorno: occhi puntati sull’Accordo Quadro per Piombino, revisione compresa. L’hanno reso noto i sindacati territoriali dei metalmeccanici Cgil Cisl Uil, ricordando che la convocazione da parte del ministero, «risponde, seppure in forte ritardo, alla richiesta fatta lo scorso settembre da Fim Fiom Uilm nazionali». L’avevano avanzata con lo scopo di definire e aggiornare l’Accordo Quadro per Piombino, «a valle della riunione del programmato consiglio d’amministrazione di Metinvest, chiedendo di poter conoscere nel dettaglio il piano industriale di Jsw ed il cronoprogramma degli investimenti Metinvest».

I sindacati Fim, Fiom e Uil tornano a dire tutto il proprio disappunto per la piega che sta prendendo il confronto sul polo siderurgico di Piombino: «Non si può più attendere che il gruppo ucraino continui a prendere tempo dallo scorso giugno nella ricerca di un terzo socio. Forse qualcuno sta guadagnando o speculando con questo loro progetto, ma c’è la certezza che lo sta facendo sulle spalle dei lavoratori».

Al tavolo dell’incontro ministeriale – viene sottolineato dalle organizzazioni sindacali – comincerà ad essere chiaro se «questo progetto dichiarato strategico dal governo lo scorso dicembre lo è davvero o se si è trattata di una balla come lo sono state le nomine dei commissari straordinari». Se, per un verso, «qualche partito di opposizione parla di intervento pubblico per Piombino», dall’altro i partiti politici di maggioranza parlano di aver «salvato la siderurgia a Piombino». Ecco, adesso siamo all’ultimo giro di orologio: ora si capirà «chi davvero è dalla parte dei lavoratori e chi continua a prendere in giro questo territorio».

Comunque, dopo l’arrivo della convocazione (e la riunione del consiglio di fabbrica con tutta la Rsu Jsw, Gsi e Piombino Logistics insieme alle segreterie provinciali di Fim Fiom Uilm), è stato deciso di «spostare lo sciopero del 3 novembre e di indirlo di 24 ore per giovedì 5». A ciò sin aggiunga che il consiglio di fabbrica ha stabilito che le Rsu e i coordinatori «resteranno in presidio permanente nei locali del consiglio di fabbrica per aggiornare costantemente i lavoratori sull’andamento dell’incontro ministeriale».

È partito anche un doppio appello indirizzato «a tutti i lavoratori»: intanto, a partecipare al presidio; ma soprattutto ad aderire allo sciopero di giovedì su tutto il fronte di Jsw, Gsi e Piombino Logistics per «dare forza, con la propria totale adesione, alla delegazione delle Rsu e delle segreterie provinciali e nazionali». Insomma, un segnale «forte e unitario» il cui peso si faccia sentire e mobiliti nelle prossime iniziative «tutti, a partire dai lavoratori inattivi in cassa integrazione, in maniera compatta» («siamo in un momento estremamente complesso per la nostra vertenza»).

L’appello chiama a fare quadrato. Per almeno un paio di motivi. Da un lato: «Nessuno può delegare ad altri la propria lotta perché é solo un modo per aumentare la divisione nella classe operaia». Dall’altro: occhio a immaginare di essere al riparo perché, al contrario, «nessuno può sentirsi garantito in un momento in cui non abbiamo la certezza delle tempistiche dell’investimento di “rewamping” al treno rotaie e nemmeno della realizzazione dell’investimento del gruppo Metinvest o di chi dovrà sostituirlo».

Le segreterie provinciali dei sindacati Fim, Fiom e Uilm non usano giri di parole e, anzi, alzano la guardia: invitano anche i lavoratori a farlo. «Lo sciopero del 5 novembre potrebbe essere non l’unica iniziativa necessaria»: c’è da capire quale sarà l’esito concreto dell’incontro ministeriale, al di là delle chiacchiere.

I sindacati non si fanno illusioni: senza fare mistero di immaginare che l’incontro al ministero sia «ancora solo interlocutorio», semmai sottolineano che si aspettano di «avere una data certa e non rimandabile della decisione del governo sul soggetto che dovrà portare avanti il progetto per Piombino». Lo ribadiscono tornando a ripetere che «serviranno tutte le garanzie sulla realizzazione dell’investimento e sulla salvaguardia di tutta l’occupazione». O si arriva a determinare «una scadenza definitiva» oppure «alzeremo il livello delle iniziative».

Pubblicato il
3 Novembre 2026

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