Tempo per la lettura: 2 minuti

Fortificati da una palude di rospi…

PIOMBINO – Quasi una rivoluzione, sul piano politico: dalle urne è uscito un giudizio pesante per chi ha governato fino a ieri, anche se il ballottaggio dovrà dare la risposta definitiva e non è scontato. Comunque vada, una cosa è certa: per il porto di Piombino le lunghe attese dovrebbero essere finite: e se coloro che governano la Regione e il Paese manterranno le promesse fatte in campagna elettorale, si dovrebbe aprire un capitolo nuovo, quello dei fatti.

[hidepost]

Che sono tanti da fare, i fatti: in primo luogo la fine di uno storico e antistorico isolamento dal lato terra, con gli imbuti stradali e ferroviari che, dopo i tanti investimenti pubblici per fare, dopo il “caso Concordia”, un grande porto di grandi fondali e piazzali, hanno strozzato ogni possibilità di volare. Da due anni ci sono progetti imprenditoriali più che seri: da parte di PIM (cantieristica, demolizioni, refitting), da parte di Nuova Pignone, di recente anche da parte del gruppo Onorato. Ma non frenano solo le pratiche burocratiche e la frammistione di responsabilità e competenze: come ha ricordato ad Espo il viceministro del MIT Rixi, è perfettamente inutile fare grandi porti se poi per arrivarci dobbiamo percorrere strade e ferrovie dei tempi di Pipino il Breve. Guardate il plastico di Piombino come doveva essere e come solo in parte è: c’è da gridare vendetta al cielo per i vent’anni e più in cui si è parlato senza costrutto completo della “bretella” stradale. Scriveva quel grande caustico che era Emile Zola: “Bisogna inghiottire ogni mattina un rospo, è molto fortificante”. Ma sulla storia di Piombino abbiamo inghiottito per anni un’intera palude di rospi. Davvero, ora basta.

Antonio Fulvi

[/hidepost]

Pubblicato il
1 Giugno 2019

Potrebbe interessarti

Hormuz e le mine fantasma

Il dubbio, francamente, è venuto a parecchi: ma dove sono, se ci sono davvero, le micidiali mine navali che l’Iran avrebbe minato nello stretto di Hormuz? A incrementare le perplessità è arrivata una dichiarazione...

Leggi ancora

Gaudium Magnum, habemus Danieli (era ora!)

Mi dicono, dai recessi più profondi di Palazzo Rosciano, che finalmente stanno spolverano la poltrona del segretario generale dell’Authority livornese perché lunedì prossimo arriverebbe il nominato comandante Pierpaolo Danieli. Gaudium Magnum, recitano alla nomina...

Leggi ancora

Cogito, ergo vedo nero

Provo a fare una sintesi di quanto emerso e sta emergendo dalle diatribe sulla Darsena Europa, con tanto di chiarimenti dal commissario/prefetto e gallinaio vario sulle aree pressoché completate. È un’analisi mia personale, condita...

Leggi ancora

Addio amico Giorgio

LIVORNO. Non è soltanto la scomparsa a 91 anni di un importante imprenditore del settore portuale: la morte di Giorgio Fanfani, avvenuta nella notte di domenica, segna la perdita di un altro pezzo dell’anima...

Leggi ancora

Il provvisorio permanente

Non sottovaluto, certo, i mille problemi che travagliano l’Autorità di Sistema Portuale del povero presidente Gariglio, stretto tra le morse della politica in zuffa continua e quelle degli operatori che pretendono scelte rapide e...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio