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La zattera di Fogar e Mancini

GENOVA – E’ stata una delle attrazioni, forse poco capite da molti giovani ma piena di commozione per gli esteri, dell’ultimo salone nautico, che si è chiuso domenica scorsa: la zattera in cui Ambrogio Fogar e Mauro Mancini vissero la loro odissea in pieno Atlantico meridionale dopo l’affondamento della loro imbarcazione “Surprise”, sembra per un attacco di orche. Una zattera che dopo oltre 70 giorni di deriva in alto mare fu recuperata dalla nave che soccorse i due sfortunati navigatori (e sulla quale morì per gli stenti subiti il giornalista Mancini), dimenticata per anni ed anni in un capannone, e infine recuperata, restaurata e portata a Genova dal collega ed amico Eolo Pratella. La zattera è stata esposta nello stand 115 del padiglione C, e successivamente – alla chiusura del salone – è andata al Museo del Mare-Galata di Genova dove rimarrà permanentemente.

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In memoria di una delle più drammatiche e mediaticamente polemiche avventure del mare, sulla quale si sono anche pubblicati libri di analisi e di critica che niente possono togliere alla vicenda umana dei due protagonisti, oggi entrambi scomparsi ma non dimenticati.

A.F.

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Pubblicato il
16 Ottobre 2010

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