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Trecentomila posti di lavoro da grandi opere

Carlo Sangalli

ROMA – Lo sblocco delle grandi opere infrastrutturali italiane, da tempo ferme per problemi sia burocratici che di normative contrastanti, porterebbe un incremento del 2,5% del PIL nazionale e la creazione di circa trecentomila posti di lavoro.

Lo ha detto il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli in alcuni dei più recenti interventi. Al meeting di Cernobbio Sangalli aveva addirittura sostenuto che le grandi opere oltre ad essere urgenti per la creazione di lavoro, sono una strada obbligata per rilanciare la logistica italiana, in forte ritardo di infrastrutture rispetto al resto dell’Europa, ma che “rappresenta una delle possibilità più concrete di crescita della nostra economia, da paese esportatore come siamo”.

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Il problema, secondo i vari specialisti che hanno seguito anche i recenti dibattiti relativi alla Legge di Bilancio, è che non si riesce ancora ad incidere pesantemente sulla tante volte annunciata riforma della sciagurata legge sugli appalti, e quindi rimangono i tanti nodi della burocrazia.

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Pubblicato il
8 Gennaio 2020

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