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Senza l’uomo in mare e in cielo

Nella foto: Il drone d’attacco su portaere.

PENSACOLA (USA) – Stiamo parlando di scienza, non di fantascienza. E sulle navi – ma anche sugli aerei UAV – gli Stati Uniti d’America stanno già sviluppando prototipi avanzati che si affacciano poi sull’industria navale e aeronautica per usi civili. Per non parlare di altri paesi altrettanto evoluti (Russia, Cina) di cui però si sa meno. Nelle foto che vedete qui sopra a sinistra c’è un aereo da combattimento senza pilota che già oggi opera sulle portaerei USA lungo 10 metri, apertura alare 18 metri (ripiegabile), autonomia di volo oltre 8 ore, evoluzione dell’UAV che pochi mesi fa ha fatto fuori il generale iraniano in Iraq; nella foto grande c’è la fregata USA Zumwalt, vera e propria nave fantasma non radarabile, con equipaggio di pochissimi uomini ma una terrificante potenza di fuoco. Che può usare – prima in assoluto nella storia, anche se in via sperimentale – il terrificante cannone elettromagnetico in grado di colpire un bersaglio a 200 miglia di distanza.

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Perché si sta già passando dal campo militare a quello civile? Perché la sperimentazione costa cara e quella militare ha le maniche larghe mentre quella civile sta più attenta a come si spendono i soldi (che siano essi dollari, sterline, rubli o yuan). Però l’UAV americano che vola dalle portaerei è già sotto osservazione in versione civile per rilevamenti fotografici di precisione, controllo delle aree sinistrate, pianificazione delle grandi infrastrutture di trasporti, eccetera. E in campo navale abbiamo già scritto da tempo che nel Nord Europa sono in fase avanza di sperimentazione rimorchiatori senza equipaggio, traghettini con remote control gestito da terra, bettoline senza equipaggio eccetera. Siamo, in sostanza, ai primi balbettii di una nuova era, in cui l’uomo sarà sempre meno presente a bordo, sia delle navi che degli aerei. In guerra ma anche e specialmente in pace.

A.F.

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Pubblicato il
11 Marzo 2020

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