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L’inferno di Ancona

ANCONA – Un inferno di fiamme su uno dei porti italiani più efficienti e organizzati: con immagini che hanno richiamato la tragedia di Beirut. Così nella notte di martedì scorso un grosso incendio ha interessato l’area ex Tubimar nel porto di Ancona, per fortuna senza coinvolgere persone”. Fin dai primi minuti dell’incendio, oltre alla necessità di spegnere le fiamme – ha scritto l’AdSP – la priorità è stata quella della tutela della salute e della pubblica sicurezza alla luce delle colonne di fumo denso che si alzavano dalle strutture coinvolte”.

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Il sistema portuale, imprese e operatori, hanno dato e stanno ancora dando il massimo supporto alle autorità sanitarie, all’Arpa Marche, ad Asur Marche, al Comune e ai Vigili del Fuoco per valutare possibili rischi per la qualità dell’aria. Dopo la riunione delle 7.30 per la sicurezza pubblica indetta dalla prefettura di Ancona, è stata convocata una riunione dall’Autorità di Sistema Portuale con la Capitaneria di Porto di Ancona, le istituzioni e i concessionari dei capannoni per avere informazioni dettagliate sulle merci presenti al momento dell’incendio.

L’area ex Tubimar, di proprietà del Demanio Marittimo dello Stato e gestita dall’Autorità di sistema portuale, ha una superficie complessiva di 100 mila metri quadri di cui 45.891 metri quadrati coperti, suddivisi in 12 capannoni e ulteriori due strutture adibite a palazzine uffici, non coinvolte nell’incendio. Sono 11 i concessionari operativi nella struttura ex Tubimar. Sette hanno in concessione aree all’interno dei capannoni per una superficie totale di circa 36.091 metri quadrati: tre società avevano depositi per attività logistiche (Ase, Frittelli Marittime Group, Icop); tre depositi per la cantieristica navale (Fincantieri, Cpn, Consorzio navale scarl); un deposito per mezzi di sollevamento e piattaforme mobili (Omec). L’incendio ha danneggiato in particolare i capannoni in concessione ad Ase e Frittelli Maritime Group.

Nel pomeriggio di mercoledì ha compiuto un sopralluogo nell’area portuale interessata anche il ministro alle Infrastrutture e Trasporti, Paola De Micheli, accompagnata dal sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti con delega ai porti, Roberto Traversi. Era presente anche l’onorevole Mirella Emiliozzi.

“In queste ore difficili che il porto di Ancona sta affrontando come sempre, in maniera coesa, la notizia più importante è che nessuna persona sia stata coinvolta nell’incendio – ha detto il presidente dell’Autorità di sistema portuale Rodolfo Giampieri – Oggi è prioritario occuparsi della tutela della salute e della sicurezza pubblica. Dai prossimi giorni, insieme alle altre istituzioni e agli operatori, penseremo alla ricostruzione del sito produttivo e all’individuazione di nuovi spazi sostitutivi delle superfici al momento non utilizzabile. Da sottolineare l’attenzione – ha concluso Giampieri – che la ministra ha messo, durante la sua visita, sull’importanza del ritorno all’efficienza nel minor tempo possibile”.

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Pubblicato il
19 Settembre 2020

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