Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Se anche Gretina s’è convertita al nucleare…

LIVORNO – Partiamo da un dato di fatto che non vorremo mai sottoscrivere: la previsione, ufficializzata da Terna Spa – il grande distributore nazionale di energia elettrica – secondo la quale l’anno prossimo il costo delle bollette aumenterà ancora del 150%. Per le famiglie sarà un ulteriore, difficilmente sopportabile salasso. Ma per le aziende, specialmente quelle energivore, potrebbe essere la resa. Lo si è sentito dire dalle celebri vetrerie di Murano a Venezia, dai produttori di alluminio, da molte imprese che non possono – causa la concorrenza estera – riversare i maggiori costi sulla merce.

Ci dicono che il caro-energia è la conseguenza diretta delle nuove politiche ambientali, che impongono l’abbandono dei carburanti fossili, dal carbone al petrolio. L’Italia in particolare paga cara la transizione, perché non produce abbastanza energia pulita e deve acquistarla all’estero, in particolare dalla Francia che ne ha in eccesso grazie alle centrali nucleari.

[hidepost]

E qui casca l’asino: gli italiani, emotivi come popolo più che come singoli individui, hanno cancellato con referendum il nucleare dopo il disastro di Chernobyl. Eppure avevamo tecnologie sul campo se non d’avanguardia almeno a livello di altri. Ho il privilegio (?) dell’età che mi fa ricordare il CAMEN, ovvero il Centro di Applicazioni Militari dell’Energia Nucleare, che lavorava molto bene a San Pietro a Grado (Pisa) e fu cancellato dal referendum. Ricordo la centrale di Montalto di Castro, rimasta cattedrale nel deserto con spese altissime a nostro carico. Nel frattempo la Francia, gli USA, la Slovenia, la Germania, il Giappone, la Svezia e molti altri paesi hanno centrali nucleari spesso da anni: basti pensare che la Francia da sola produce con il nucleare 380 mila gigawatt/ore, la metà di quanto producono gli interi USA. E ce la vendono a caro prezzo.

Mi rendo conto di aver scritto un temino: un piccolo tema in gran parte noto. Però anche nel campo della logistica e dei porti il problema sta diventando enorme. E dal COP26 dei giorni scorsi sono arrivati solo pannicelli caldi. E allora? Allora persino la Greta, la Giovanna D’Arco svedese diventata furbissima corifea dell’ambiente, ha ammesso nei giorni scorsi che per la transizione occorre sviluppare le centrali nucleari, perché non bastano certo i grandi campi di pannelli solari e i “ventilatori”. Inoltre oggi il nucleare è molto più maturo, più sicuro e meno costoso: e anche il problema delle scorie radioattive è in gran parte superato.

La scienza potrebbe dunque aiutarci a non mandare all’aria i bilanci famigliari e quelli delle aziende. Invece pare che da noi si preferisca il “green washing”, cioè il lavaggio verde a chiacchiere. E allora becchiamoci il 150% degli aumenti e stiamocene zitti, a piangere, come dice il proverbio, sul latte versato.

A.F.

[/hidepost]

Pubblicato il
20 Novembre 2021

Potrebbe interessarti

Hormuz e le mine fantasma

Il dubbio, francamente, è venuto a parecchi: ma dove sono, se ci sono davvero, le micidiali mine navali che l’Iran avrebbe minato nello stretto di Hormuz? A incrementare le perplessità è arrivata una dichiarazione...

Leggi ancora

Gaudium Magnum, habemus Danieli (era ora!)

Mi dicono, dai recessi più profondi di Palazzo Rosciano, che finalmente stanno spolverano la poltrona del segretario generale dell’Authority livornese perché lunedì prossimo arriverebbe il nominato comandante Pierpaolo Danieli. Gaudium Magnum, recitano alla nomina...

Leggi ancora

Cogito, ergo vedo nero

Provo a fare una sintesi di quanto emerso e sta emergendo dalle diatribe sulla Darsena Europa, con tanto di chiarimenti dal commissario/prefetto e gallinaio vario sulle aree pressoché completate. È un’analisi mia personale, condita...

Leggi ancora

Addio amico Giorgio

LIVORNO. Non è soltanto la scomparsa a 91 anni di un importante imprenditore del settore portuale: la morte di Giorgio Fanfani, avvenuta nella notte di domenica, segna la perdita di un altro pezzo dell’anima...

Leggi ancora

Il provvisorio permanente

Non sottovaluto, certo, i mille problemi che travagliano l’Autorità di Sistema Portuale del povero presidente Gariglio, stretto tra le morse della politica in zuffa continua e quelle degli operatori che pretendono scelte rapide e...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio