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Crisi energia? Lavorare di notte

Le ricette che isolano per affrontare, se non risolvere, la crisi energetica, sono tantissime e riguardano i condizionatori, i consumi domestici ma anche le aziende, sia pubbliche che private. Ecco la ricetta di 👤 Paolo De Rubertis:

✍ Si sa che tra i principali comparti “energivori” ci sono oltre che le industrie che gli uffici, pubblici e privati: computer, macchinari, reti telefoniche e informatiche, condizionatori per combattere il caldo infernale di questa estate, eccetera.

Ho letto che spostando alcune lavorazioni di notte, e anche il lavoro di migliaia di uffici pubblici e privati, in fasce dove tra l’altro l’energia costa meno, si risparmierebbe molto.

È vero? E sarebbe possibile?

*

❓❓ Due interrogativi e due 🗣🗣 risposte.

📌 È vero che il lavoro notturno costa relativamente meno e c’è più energia disponibile. Difficile credere però che specie per gli uffici pubblici lo spostamento nelle ore notturne sia facile.

📌 Ci sono contratti di lavoro nazionali, organizzazione dei trasferimenti urbani e dalle periferie, oltre a mille altri problemi sociali, compresa l’apertura al pubblico, ai fornitori, eccetera.

Forse la vignetta che alleghiamo (d’accordo, è maschilista, ma fa parte del gioco) propone una delle poche soluzioni che sarebbero ben accette da qualcuno…

Pubblicato il
6 Agosto 2022
Ultima modifica
8 Agosto 2022 - ora: 12:28

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