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O predatori o essere predati?

LIVORNO –

Diciamo subito che se mancano davvero le terapie universalmente accettate, non mancano le diagnosi sull’evoluzione della logistica mondiale.

Non mancano? Abbondano: tra webinar, convegni, dotti interventi di dottissimi esperti, associazioni e analisti dello shipping, è tutto un registrare un principio che non avrebbe niente di nuovo dalla fine del Paradiso Terrestre: in economia come in natura, o si è predatori o si rischia di essere predati.

I richiami alla realtà nella logistica non mancano.

L’esempio più eclatante è del Gruppo MSC che da semplice armatore si è ramificato e continua a ramificarsi, fagocitando in tutto o in parte anche gli altri anelli della catena: il terminalismo, il trasporto terrestre e ferroviario (e anche aereo), le agenzie e le case di spedizioni.

Altro esempio, la fiorentina Savino Del Bene: da azienda famigliare, intelligentemente calibrata e gestita, oggi è una realtà mondiale anch’essa diversificata e plurimodale, tutt’altro che predabile. E che dire della tedesca DHL?

*

Potrei andare avanti, ma mi pare bastino questi esempi. È sul principio generale che è in corso la riflessione.

Cioè: siamo davvero sicuri che tutte le realtà logistiche, cioè i singoli anelli della catena siano fatalmente destinati alla predazione 🐟 🦈?

Solo per fermarci allo shipping, si sta vedendo che dove i grandissimi gruppi si concentrano perché il piatto è ricco, si aprono nicchie che fanno nascere e crescere piccoli ma dinamici operatori, a loro volta impegnati ad allargarsi nella singola nicchia prima di tentare altri voli. Vale per lo shipping, ma anche per gli altri anelli. 👉🚚🚛 Come su queste stesse pagine raccontiamo nel trasporto su gomma (M&M di Livorno), oppure del business sui forestali, sulla chimica o la farmacologica.

Morale: non arrendersi ma specializzarsi. E specialmente, avere forza e coraggio per le sfide.

A.F.

Pubblicato il
1 Marzo 2023

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