Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Grandi navi, primi divieti la Cina blocca le Valemax

Le enormi rinfusiere brasiliane non potranno entrare negli scali cinesi – E si allargano dibattito e timori anche alle porta-containers e alle navi da crociera

SHANGHAI – Le grandi e grandissime navi cominciano a subire le prime limitazioni d’impiego. E comincia proprio la Cina, che fino a ieri sembrava lanciata verso il gigantismo navale a sostegno dei propri traffici marittimi.


[hidepost]

Per il momento la notizia è che il ministro dei trasporti di Pechino ha annunciato ufficialmente il veto all’accesso nei porti della Cina alle maxi-navi rinfusiere. Un provvedimento che Pechino ha giustificato sia con motivazioni di sicurezza, sia in difesa dell’armamento di bandiera, che non può competere con i giganti messi in acqua di recente da alcune delle più grandi compagnie rinfusiere occidentali. Nel mirino sembra essere la brasiliana Vale, che ha messo di recente in servizio ben tredici unità giganti (costate 110 milioni di dollari l’una) con una coperta grande come tre campi di calcio e tutte destinate al trasporto di minerale di ferro per i paesi che ne consumano di più, Cina in testa, che oggi assorbe quasi la metà della produzione mondiale. Queste navi Valemax hanno una capacità di carico di 400 mila tonnellate di minerale, circa tre volte quanto caricano le navi cinesi più grandi. Da qui lo stop.

Per la compagnia brasiliana si tratta di un salasso pesantissimo, che avrà probabilmente conseguenze anche sui suoi piani di investimento prossimi: per di più Vale ha ancora in costruzione o in ordine almeno un’altra ventina di questi giganti, che troveranno in futuro difficile applicazione. La contromisura di Vale sembra al momento quella di attivare degli “hub” in Filippine e in Malaysia dove scaricare il minerale dalle Valemax e trasferirlo quindi in Cina con più piccoli feeder.

La mossa della Cina potrebbe innescare inoltre – e questo è il timore degli analisti – analoghe problematiche su altri tipi di navi giganti, comprese le super-fullcontainers da 15 mila e più Teu’s, che in teoria potrebbero porre problemi analoghi – se non maggiori – ai porti di accesso sia sul piano della sicurezza che su quello ambientale. Il dibattito è appena iniziato, ed ha avuto una ulteriore accentuazione dopo il disastro della “Costa Concordia”, allargandosi anche alle problematiche delle grandi unità da crociera che con 4 mila e oltre persone a bordo pongono problemi considerati quasi insolubili di sicurezza in casi (che si è visto non sono impossibili) di naufragio.

[/hidepost]

Pubblicato il
4 Febbraio 2012

Potrebbe interessarti

…Eppur si muove?

Il ponte dei sospiri, sulla foce del Calambrone a Livorno, sembra finalmente nella fase di sospirata riscoperta della sua priorità. Al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani va riconosciuto che nel recentissimo incontro con...

Leggi ancora

Meglio Tardino che mai

Non ci rimane che riderci sopra. A Palermo, dopo più di un anno, le forze politiche hanno smesso di scannarsi tra loro e finalmente hanno concordato sul nome del nuovo presidente dell’Autorità di Sistema...

Leggi ancora

Ets, masochismo o ignoranza?

Nel recente incontro a Roma sulla pianificazione europea dei trasporti marittimi – riferisce un approfondimento della “Federazione del mare” – il presidente di Confitarma, Mario Zanetti, ha evidenziato come la decarbonizzazione sia un obiettivo...

Leggi ancora

Sul ponte dei sospiri

No, non scrivo su quello di Venezia. Ce l’abbiamo anche noi a Livorno il ponte dei sospiri: anzi, quattro ponti dei sospiri, come scrive il direttore riportando l’accordo sottoscritto a Firenze, sul tavolo della...

Leggi ancora

Calci agli zoppi (e alla Zim)

“Agli zoppi, calci negli stinchi!”. L’ironica e amara battuta è tutta livornese: e ci è tornata in mente nel leggere il compendio statistico dell’Avvisatore Marittimo sui traffici portuali 2025, con il relativo richiamo del...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio