Anche Eurogate fa i conti con la crisi

LIVORNO – Se Atene piange, anche Sparta non ride: antico detto ellenico, che tradotto in volgare indica nella sostanza i guai comuni.

Nella fattispecie, se la Compagnia portuali labronica annaspa con bilanci non particolarmente brillanti, c’è chi le tiene buona compagnia, come si evince dal bilancio 2009 appena certificato ad Amburgo per Eurogate: utile in flessione di circa il 60% fatturato in calo del 17,3%, con picchi di perdita – solo per guardare il terminalismo italiano – in particolare a Gioia Tauro, dove la flessione del movimento è stata intorno al 17%, guardacaso in linea con il calo del fatturato generale del gruppo. Tangeri e Cagliari hanno chiuso in crescita, Livorno TDT ha perso qualcosa in traffici ma ha mantenuto un buon attivo di bilancio, Gioia Tauro ha perso in particolare perché alcuni traffici sono stati trasferiti in Sardegna ed altri (Maersk Line) a Port Said.

Bisogna subito chiarire, tuttavia, che l’Eurogate di Thomas Eckelmann ha visto una importante flessione degli utili ma rimane in utile, per 47,7 milioni di euro secondo le cifre che circolano. Quanto basta per guardare alla ripresa – che ormai si intravede – con le spalle solide. Certo il 2009 è stato un anno di turbolenze mondiali: e anche la “grana” tra i due soci in TDT non ha rasserenato gli spiriti, per quanto il silenzio che è calato sulla vicenda – di arbitrati e di interpretazioni sulla “governance” si parla adesso pochissimo, almeno in pubblico – faccia pensare che entrambe le parti in causa abbiano voluto darsi una regolata. Vedremo.

A.F.


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