Perché no chiediamolo al polpo…

LIVORNO – Prima di tutto lasciatemelo dire: povero polpo. Anzi, poveri polpi. O meglio: poveri polpi elbani. Perché per quanto giocherelloni, intelligentissimi e con un sistema nervoso sviluppato quasi come quello umano, all’Elba i polpi sono apprezzati più che altro lessi, con o senza patate. Fino a pochi anni fa chi arrivava a Portoferraio in barca trovava in darsena anche i venditori ambulanti di “granfiette”, cioè di tentacoli di polpo cotti all’elbana. Altri tempi? Va bene, allora date un’occhiata su Google: ci sono più ricette di polpo che di spigola.

Adesso poi, scoperto dai soliti tedeschi che i polpi elbani possono avere doti divinatorie, come l’oracolo di Delfi o la Sibilla cumana, per loro davvero butta male. Perché finire mangiati è nelle cose della natura (dagli elbani, dai turisti più spesso da qualche murena) ma essere schiavizzati in un acquario – per di più tedesco – per vaticinare sulle partite di calcio, o magari sulla Borsa o peggio ancora sulla politica, è davvero una tragedia polpesca.

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