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Quel lungo ponte a Palazzo Rosciano

Assonautiva la sede della scuola vela per diversamente abili

A Livorno, il ponte più lungo non è sopra i Fossi medicei o i torrentelli di periferia.  Secondo una battuta ironica, che circola tra i dipendenti di palazzo Rosciano, è il “ponte” dell’organico di vertice della stessa Autorità di Sistema, culminato con la falla ancora non sanata della segreteria generale e il conseguente rallentamento di tutta la macchina. Da un anno o quasi, l’Authority marcia – se si può dire così – con il freno tirato. E tra le poche scelte maturate, alcune risulterebbero almeno discutibili.

La vicenda, vista da fuori del Palazzo, si incrocia con i risultati operativi non certo brillanti del porto nei primi quattro mesi dell’anno: maggio sembra fortunatamente in miglioramento, ma c’è chi  sottolinea che a tirare la carretta siano merci povere come i rinfusi – sulla calata Orlando da dove dovrebbero essere spariti già anni fa – e le crociere, che fanno parte di quei traffici che al porto lasciano relativamente poco. Spaventa anche la minaccia relativa al ridimensionamento o chiusura di Camp Darby, che inciderebbe non poco.

Dunque, preoccupa anche il “ponte vacanziero” – come lo chiamano all’interno – a Palazzo Rosciano. Colpa, come spesso accade, della burocrazia farraginosa che favorisce le lungaggini per ogni nomina. Quella del nuovo segretario generale si sta trascinando di settimana in settimana perché l’ex ufficiale delle Capitanerie deve “liberarsi” dal precedente incarico e a quanto pare nessuno schiaccia l’acceleratore. Sembra incredibile, ma per il rinnovo dei vertici dell’Authority c’è voluto un anno o quasi: e ancora non ci siamo.

Nel Palazzo poi ci sono anche musi lunghi – per usare un eufemismo – per la recente decisione della Corte dei Conti di annullare gli aumenti di stipendio di vari funzionari. Aumenti decisi dal precedente presidente, contestati dal precedente segretario generale, finiti nel tritacarne della giustizia amministrativa: che avrebbe anche ventilato la restituzione delle cifre in ballo da parte dei beneficati, con l’ovvio timore (e altrettanto ovvia resistenza)  dei suddetti. A quanto si dice, si aspettano decisioni definitive.

In quanto poi alle decisioni, alcune di quelle prese dalle direzioni sembrano francamente sorprendenti. Un esempio: il demanio ha chiuso la lunga e complicata vicenda relativa alla sede dell’Assonautica dell’Unioncamere di commercio – che ospita anche il centro Rescue, la onlus Marevivo, la scuola di vela diversamente abili e svolge attività di supporto per le associazioni giovanili dei portatori di handicap di mezza Toscana – “sparando” un aumento del canone annuo quintuplicato di botto. Un sistema per sfrattare le associazioni suddette da un’area sulla quale sono cresciuti molteplici appetiti?

(A.F.)

Pubblicato il
26 Maggio 2026

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