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Finsea: Blu Navy un errore

GENOVA – “Ogni dieci anni commetto un errore, me lo dice sempre il mio socio Umberto Clavarino!”. Risponde così il presidente di Finsea, Luigi Negri, alla domanda su quali siano i progetti futuri per Blu Navy, la compagnia che dall’anno scorso si è affiancata a Toremar e Moby sulla tratta Piombino-Elba.

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Se l’errore del decennio passato era stato l’investimento nel terminal container di Cagliari, poi ceduto a Contship Italia nel 2003, quello del decennio attuale è stato l’acquisto di Blu Navy da Antonio Tortora. “Era un progetto sulla carta interessante ma fondato su un business plan imperfetto, con una scelta della nave da impiegare sbagliata” si limita a commentare Negri, annunciando che a breve verrà ceduta la maggioranza della società. “Nei prossimi giorni porteremo a termine la trattativa intavolata con un operatore più esperto di noi nel settore, che saprà riportare l’azienda sul binario giusto”.

Top Secret il nome del futuro socio, anche se nella rosa dei possibili indiziati ci sono Archipelagus Line, Toscana di Navigazione (la cordata guidata da Salvatore Lauro che ha concorso per Toremar) e Corsica Sardinia Ferries. Quest’ultima viene considerata il candidato più probabile dagli addetti ai lavori, anche perché così si spiegherebbero i motivi del ritardo con cui la compagnia controllata dall’armatore corso Pascal Lotà comunicherà all’Autorità Portuale di Piombino la nave impiegata e l’orario dei servizi di trasporto marittimi offerti con l’Elba.

Di sicuro questo parziale passo indietro consentirà a Luigi Negri di concentrarsi sulle attività terminalistiche del gruppo gestite tramite la controllata GIP (Gruppo Investimenti Portuali), che ha da qualche tempo avviato un programma d’investimenti mirato al rinnovamento delle gru di banchina. “Al Sech stiamo completando il programma di revamping di quattro gru che ha richiesto un investimento complessivo di 13,5 milioni di euro” spiega Negri aggiungendo che “anche al Terminal Darsena Toscana di Livorno sono arrivate due gru (anch’esse appena revampate) acquistate prima del nostro ingresso nella società. Per il VTE sono state invece ordinate in Cina due nuove gru di banchina che costeranno 12 milioni di euro e saranno consegnate nel 2012, mentre al Vecon di Marghera sono state aggiunte altre due gru praticamente nuove per cui è stato stanziato un investimento di 11 milioni di euro”.

La crisi dello shipping non ha dunque condizionato le ambizioni di crescita di Finsea che, anzi, ha approfittato del periodo di calo dei traffici container per mettere a posto il parco macchine dei terminal portuali. Il prossimo terminal da conquistare? Calata Bettolo a Genova ovviamente. “Entro l’estate – spiega Negri – attendiamo l’esito del ricorso sulla cancellazione dell’atto concessorio che abbiamo avanzato come Consorzio Bettolo insieme a Msc. Se il risultato, come crediamo, ci darà ragione, siamo pronti ad andare avanti con questa alleanza altrimenti ognuno sarà libero di scegliere come e con chi correre. Noi saremmo ovviamente felici di rimettere in piedi la partnership con Aponte, ma se lui non è dello stesso avviso non avremo difficoltà a cercarci altri compagni di viaggio”. Sulla piazza livornese, nonostante il definitivo addio di Zim, i numeri del Terminal Darsena Toscana si stanno rivelando migliori rispetto a quanto preventivato e, se tutto proseguirà con questi ritmi di crescita, non sarà difficile raggiungere il budget 2011 che traguarda un fatturato di circa 200 milioni di euro per il business terminalistico gestito da GIP (in cui Finsea è azionista di maggioranza). Le attività di agenzia marittima (Yang Ming Italy, Uasac, Medmar Tramp, China Shipping Italy Agency e Intersea), cui si aggiunge anche Logtainer per il business dell’intermodale, valgono complessivamente circa 40 milioni di euro di fatturato.

N.C.

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Pubblicato il
18 Giugno 2011

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