Olbia, decollano i lavori per ripristinare i fondali nell’accesso al porto
Obiettivo: garantire sicurezza e manovrabilità alle navi da crociera

I lavori nel porto di Olbia per migliorare i fondali del canale d’accesso
CAGLIARI. Decollano nel porto di Olbia i lavori per il ripristino, «in chiave ultratecnologica», della profondità della canaletta necessaria a fare entrare in sicurezza, nello scalo dell’Isola Bianca, le grandi navi da crociera previste in calendario: il via è stato dato nella giornata di martedì 5, secondo quanto annunciato dall’Autorità di Sistema Portuale del mar di Sardegna. Scopo: assicurare la competitività dello scalo del Nord Est sardo nel mercato navale in continua evoluzione, in maniera da «garantire in maniera puntuale un adeguato “franco verticale sottochiglia” delle navi rispetto alle varie quote del fondale».
Dall’ente portuale cagliaritano si annuncia che «le operazioni sono state affidate ad una delle “crane ship” più avanzate attualmente operative nel settore dell’ingegneria marittima europea, la olandese “Hebo Lift II”». Stiamo parlando – viene fatto rilevare – di «una nave gru, equipaggiata con sistemi di posizionamento dinamico ad alta precisione (Dp2) che consentono l’operatività in mezzo al mare senza necessità di ancoraggi fissi e, quindi, la possibilità di ridurre al minimo i tempi necessari agli spostamenti dall’area di lavorazione per consentire l’ingresso e l’uscita delle navi dal porto».
È da aggiungere che, secondo quanto viene riferito, la “Hebo Lift II” è dotata inoltre di «una gru ad elevata capacità di sollevamento, fondamentale per la movimentazione di grandi accumuli sabbiosi ottimizzando ulteriormente le tempistiche consentite dalle finestre temporali scandite dal traffico portuale». A bordo dell’unità, i più moderni sistemi di rilievo batimetrico in tempo reale: sensori sonar “multibeam”, che «permettono il monitoraggio continuo delle quote di fondale durante le operazioni, ma anche un avanzato sistema di monitoraggio ambientale integrato per il rilevamento della torbidità e della qualità delle acque durante tutta la durata dei lavori».
Il piano di lavoro è stato elaborato sulla base di rilievi batimetrici preliminari: l’obiettivo è quello – questa la sottolineatura – del «ripristino delle quote di fondale indispensabili a garantire la perfetta navigabilità nel canale di accesso delle navi da crociera di grandi dimensioni previste nel nutrito calendario 2026 del porto dell’Isola Bianca». Viene messo in evidenza che le profondità del bacino olbiese sono «continuamente modificate dai naturali processi di sedimentazione legati alle correnti marine, agli apporti fluviali e, soprattutto, agli oltre 5mila movimenti nave all’anno». Tutto questo determina «un continuo innalzamento del fondale in specifici tratti centrali del canale di accesso, dove si generano delle dune artificiali di sabbia».
Al termine delle operazioni – previste entro la metà del mese – si procederà con nuovi controlli batimetrici: in tal modo si arriverà a certificare il ripristino delle quote di fondale originarie, comunicandole alle compagnie crocieristiche.
Queste le parole di Domenico Bagalà, presidente dell’Authority cagliaritana: «È un intervento fondamentale per conferire maggiore competitività al porto di Olbia nel mercato delle crociere, ma anche per assicurare ottime performance in previsione dell’imminente stagione turistica». Aggiungendo poi: «È un’operazione che, considerata la morfologia del golfo, sarà ripetuta annualmente e, proprio grazie all’impiego delle tecnologie all’avanguardia di cui sono dotate unità come la “Hebo Lift II”, potremo garantire standard di sicurezza, sostenibilità ambientale e operatività di assoluta eccellenza, ottenendo massimi risultati grazie anche ai tempi estremamente ridotti per gli spostamenti del mezzo dall’area di lavorazione in occasione dell’ingresso e dell’uscita delle navi dal porto».











