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Adriatic container terminal record di teu ad Ancona e nuovi investimenti

ANCONA – Sta diventando il terminal “mattatore” del traffico container nel porto: si chiama Act (Adriatic Container terminal), gestisce la nuova darsena del porto, ed ha avuto uno sviluppo esponenziale del comparto partendo dai circa 40 mila teu del 2005 (la società è nata nel 2003) fino ai 105 mila teu previsti per la fine di quest’anno. Il tutto su un totale di 130 mila teu complessivi che rappresentano per quest’anno il traffico in teu dell’intero porto di Ancona.

[hidepost]Gli investimenti sono stati notevoli ed entro la fine dell’anno il terminal potrà disporre anche di nuove gru gommate, con capacità di sbraccio e di resa enormemente maggiori.

La società a sua volta ha le spalle robuste: è costituita per il 45% dalla Frittelli Marittima, da un altro 45% dalla MSC del gruppo Aponte e dal 10% di proprietà del presidente Scarpati, che è l’ammiraglio Ubaldo Scarpati, già comandante della Capitaneria di Ancona e in precedenza di altre strutture del Corpo militare marittimo.

Act oggi punta ad allargare il proprio insediamento e ipotizza con nuove banchine di superare i 200 mila teu guardando anche alla nuova “banchina rettilinea” che l’Autorità portuale sta finendo di realizzare. Ma ha anche altre prospettive, secondo il presidente della Port Authority di Ancona avvocato Luciano Canepa.

“La banchina curvilinea è una realizzazione importante per il porto di Ancona – afferma Canepa – ma i suoi 300 metri di lunghezza sono al momento condizionati da fondali ridotti, che in alcuni punti hanno “gobbe” a 8 metri non compatibili con il traffico delle grandi portacontainers. Più interessante invece per le prospettive prossime del settore in questione è la banchina ex Bunge, che abbiamo mantenuto pubblica e sulla quale potrà operare chi avrà traffici adeguati. Con un fondale di 12,50 metri, la ex Bunge è la risposta adeguata allo sviluppo del porto contenitori”.

Secondo Canepa, Act è la principale candidata all’utilizzo della ex Bunge proprio per la sua specializzazione, per la sua capacità operativa e anche per le due nuove gru gommate, in grado di spostarsi facilmente sul fronte del porto. Il presidente di Act Scarpati però ha qualche sassolino nelle scarpe da togliersi in un altro problema del porto: il monopolio di fatto della società consortile “Ancona Merci” ex art. 18 che ha la concessione di quasi tutte le banchine del porto e che sta chiedendo aumenti tariffari incompatibili con la situazione. Act ha già presentato di recente, contro questo monopolio, un ricorso all’Agcom e sta aspettandone i risultati.

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Pubblicato il
1 Settembre 2012

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