Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Due ricorsi al Tar del Lazio contro l’autostrada tirrenica

Si chiede l’annullamento della delibera con cui il Cipe ha recentemente dato l’ok agli atti tecnici per l’inizio dei lavori – Il problema connesso della “bretella” per Piombino

ROMA – Patatrac, l’autostrada tirrenica tra Cecina e Civitavecchia torna ad essere un’Araba Fenice. Non ha fatto a tempo a decantare la delibera del Cipe che ha approvato gli atti tecnici del tracciato per l’A-12 tra Cecina e Civitavecchia che le province di Grosseto e di Livorno hanno impugnato la delibera stessa davanti al Tar del Lazio.
[hidepost]Torna alla ribalta il famoso “niet” della zona di Capalbio, ma al quale si aggiunge adesso l’ulteriore “niet” di chi considera la variante autostrada tra Cecina e Grosseto ormai inutile in quanto esiste già un’Aurelia a quattro corsie “più che sufficiente ai bisogni locali e per di più gratuita” mentre l’autostrada sarebbe, ovviamente, a pagamento.
Il ricorso al Tar delle province di Grosseto e Livorno parla di spese inutili in un momento in cui tutto il Paese soffre per l’insufficienza degli stanziamenti per infrastrutture importanti e contesta anche il principio di un collegamento a pagamento. Si insiste poi sulla necessità di migliorare il tratto-scandalo dell’Aurelia, quello che va da Grosseto a Civitavecchia e che è stato oggetto anche di imbarazzanti attacchi della stampa internazionale (e di un recente servizio-accusa del mensile Quattroruote): un tratto dell’antica strada consolare che è rimasto pressochè lo stesso da mezzo secolo e sul quale le autorità locali competenti si sono limitate a piazzare limiti di velocità irrealisti e impossibili da rispettare (da 70 km/ sui tratti extraurbani a improvvisi “cali” a 60 o 50 km/h senza alcuna motivazione) insieme a veri agguati degli Autovelox per far cassa.
La nuova guerra contro l’autostrada A-12 ovviamente rischia di produrre effetti devastanti anche per la “bretella” veloce che dovrebbe collegare la stessa autostrada al porto di Piombino e che ha una storia altrettanto travagliata. Senza che si riesca a trovare un coordinamento politico capace di dare risposte adeguate in tempi certi e con scelte finalmente definitive.

[/hidepost]

Pubblicato il
10 Aprile 2013

Potrebbe interessarti

Festìna lente, anzi lentissimo

L’antica saggezza del suggerimento dell’imperatore Augusto, sembra diventata la guida più seguita non solo dalla politica nazionale ma anche dall’Authority di Livorno e Piombino. Dopo quasi un anno dall’insediamento del nuovo presidente, dopo tutta...

Leggi ancora

Salone nautico dei sogni proibiti

Aveva voglia il Gattopardo – ovvero Tomasi di Lampedusa – a sostenere che bisogna cambiare tutto per non cambiare niente. Oggi, di fronte alle notizie d’anteprima per il prossimo, sempre più grande salone nautico...

Leggi ancora

In ricordo del sor Aldo

LIVORNO.  Forse perché invecchiando il presente richiama sempre di più il passato. O forse perché gli amici veri rimangono legami importanti anche se non ci sono più.  È così che ogni 15 settembre mi...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio