Gioia Tauro, cuore del P3 Network

L’AD Bagalà parla di ulteriori incrementi del traffico – Le potenzialità delle banchine e delle gru

REGGIO CALABRIA – Medcenter Container Terminal (MCT), l’hub di transhipment del Gruppo Contship Italia a Gioia Tauro, continua a beneficiare della lungimirante visione del fondatore del Gruppo Contship, dottor Angelo Ravano e di tutte le istituzioni che hanno creduto a questo progetto.
Lo si evince dall’interesse dimostrato in questi giorni dal prossimo P3 Network che per il centro del Mediterraneo punta proprio sul grande porto calabro.Per leggere l'articolo effettua il Login o procedi alla Register gratuita.

Domenico Bagalà

Da ricordare che l’avvio delle operazioni di banchina a Gioia Tauro risale al 16 settembre 1995 con l’arrivo della CMBT Concord, una nave lunga 176,7 m e con una capacità di carico di 1.797 TEU. Dal 2011, MCT è in grado di gestire navi di 150.000 GRT (Gross Register Tonnage) fino a 400 m e con una capacità di stiva pari a 12.000, 13.000 e anche superiore ai 14.000 TEU.
“Senza quella idea imprenditoriale frutto di un pensiero originale e libero, dove saremmo stati oggi?” E’ la riflessione di Domenico Bagalà, oggi amministratore delegato, 18 anni dopo la prima nave operata in porto. Anni che diventano 20 o 30 se probabilmente si pensa al momento in cui Ravano, con la sua straordinaria lungimiranza, ha iniziato ad elaborare l’idea di un mercato con navi sempre più grandi che avrebbero avuto bisogno di porti sempre più infrastrutturati.
Mentre il 2013 volge al termine, MCT continua ad accogliere, ogni settimana, tre di questi giganti del mare. Fatte salve le necessarie approvazioni normative ed il via libera delle commissioni antitrust internazionali, la rete dei servizi P3 è oramai di dominio pubblico. A Gioia Tauro, i partner P3 hanno espresso l’intenzione di aggiungere ogni settimana la toccata di una quarta grande nave madre, così come hanno espresso l’intenzione di aumentare la dimensione media delle navi utilizzate nel servizio che collega, via Gioia Tauro, il Mediterraneo agli USA.
Tali indicazioni suggeriscono che il porto di Gioia Tauro e MCT in particolare, possiedono già le infrastrutture necessarie a soddisfare queste esigenze grazie ai 16 m di fondali e alla presenza di gru di banchina con uno sbraccio di 22 file ed una altezza sotto spreader adeguata per la gestione di queste navi.
“Come detto in precedenza – aggiunge Bagalà – non vogliamo essere autocompiacenti, ma crediamo che qui a Gioia Tauro sia disponibile una infrastruttura di eccellenza mondiale. Una infrastruttura capace di facilitare le scelte di qualsiasi operatore globale che ricerchi economie di scala ed un hub di transhipment sicuro ed affidabile. L’Autorità Portuale è impegnata a fare la sua parte – dopo che l’ultimo programma di dragaggio sarà completato ci saranno 16 m di fondale sul 100% della lunghezza delle banchine. Già oggi i fondali sono ancora più profondi su alcuni tratti di banchina, una ulteriore opportunità per i clienti che possono portare a Gioia Tauro le loro navi a pieno carico e quindi gestire in modo efficiente le interconnessioni tra i diversi servizi del loro network. Le Gru di banchina possono gestire le operazioni fino a 22 file di container ed abbiamo bisogno di capire eventuali ulteriori requisiti per poter rispondere con prontezza. Siamo impegnati ad offrire un servizio di qualità ed il fatto che si vedano qui navi sempre più grandi è un segnale importante che richiede un miglioramento continuo delle condizioni operative ed infrastrutturali. Grazie alla visione del fondatore di Contship, al continuo supporto degli azionisti e all’impegno di tutti i lavoratori, MCT potrà continuare a dimostrare il suo valore”.

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