Tramonto della Marina Militare? 50 unità su 60 destinate a sparire

Poche e al rilento le navi nuove da immettere in servizio – Anche il personale sarà quasi dimezzato nei prossimi anni – Fregate e corvette da radiare e possibilmente rivendere

ROMA – Per la mia generazione, che non è certo freschissima, c’è il ricordo di un libro che fece epoca dopo la guerra: “Tramonto di una grande marina”. Era stato scritto, se non ricordo male, dall’ammiraglio Angelo Iachino, quello che a Capo Matapan aveva perduto in una notte quattro navi “fulminate” a bruciapelo dalla squadra inglese che vedeva nel buio grazie al radar. Perché ricordare quel libro? Perché in questi giorni di vigilia di Natale è risuonato a più riprese l’appello del capo di stato maggiore della Marina Militare ammiraglio di squadra Giuseppe De Giorgi secondo il quale la Marina “è pronta, nella crisi generale, a fare sacrifici ma non a farsi cancellare dal mare”.
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