Tempo per la lettura: 2 minuti

Navi al risparmio

L’assurdo italiano, senza stazioni di rifornimento

ROMA – La parola d’ordine rimane la stessa da quando è scoppiata la crisi dei trasporti: consumare di meno. Ma con una nuova valenza: invece di buttar via le navi con una certa età e sostituirle con quelle eco-friendly proposte da molti cantieri, meglio intervenire con il refitting di quelle usate, almeno fino a quando non ci sarà una ripresa decisa.
[hidepost]Il messaggio è uscito da Mare Forum Italia di cui abbiamo già parlato. Con in più una corposa relazione del RINa che ha presentato proposte tecniche di interventi parziali per ridurre drasticamente i consumi. Si va dalle vernici speciali per ridurre gli attriti dell’opera viva ai bulbi per i timoni, dalle eliche ad alto rendimento al miglioramento aerodinamico anche delle parti di coperta. Per una fullcontainer che oggi consuma trenta tonnellate di fuel al giorno, ridurre i consumi del 10% – è stato sottolineato – significa risparmiare quasi 2 mila dollari quotidiani.
Se questi sono interventi generalizzati, si delinea purtroppo, sul piano dei risparmi energetici, un nuovo gap tra i porti del Far East e Nord Europa con quelli del Mediterraneo. E il gap che riguarda il carburante GNL, ovvero il gas naturale (metano) liquefatto. Sono già in ordine quasi un centinaio di navi di tutte le specializzazioni – comprese le fullcontainers – ma tutte per utilizzi fuori dal Mediterraneo: perché qui manca ancora quella rete di stazioni di rifornimento portuali di GNL che invece sono da tempo una realtà nel Baltico e lo stanno diventando sulle coste Usa e in quelle della Cina. In Italia hanno progetti per navi a GNL il gruppo Lauro, il gruppo Caronte e il cantiere Visentini. E la Marina Militare sta partendo. Ma senza rete di distribuzione, ovviamente le navi rimangono sulla carta. E se è vero che stanno partendo iniziative mirate verso il parlamento italiano, cercando di coinvolgere in diretta il ministero dell’Ambiente e quello delle Infrastrutture e Trasporti, è anche vero che al momento si tratta più di movimenti di opinione che di campagne operative. E il gap cresce, a tutto svantaggio di questo nostro Mediterraneo che dovrebbe essere il primo a passare ai carburanti più ecologici.
A.F.

[/hidepost]

Pubblicato il
28 Maggio 2014

Potrebbe interessarti

Festìna lente, anzi lentissimo

L’antica saggezza del suggerimento dell’imperatore Augusto, sembra diventata la guida più seguita non solo dalla politica nazionale ma anche dall’Authority di Livorno e Piombino. Dopo quasi un anno dall’insediamento del nuovo presidente, dopo tutta...

Leggi ancora

Salone nautico dei sogni proibiti

Aveva voglia il Gattopardo – ovvero Tomasi di Lampedusa – a sostenere che bisogna cambiare tutto per non cambiare niente. Oggi, di fronte alle notizie d’anteprima per il prossimo, sempre più grande salone nautico...

Leggi ancora

In ricordo del sor Aldo

LIVORNO.  Forse perché invecchiando il presente richiama sempre di più il passato. O forse perché gli amici veri rimangono legami importanti anche se non ci sono più.  È così che ogni 15 settembre mi...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio