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Paduletta e gli appetiti sulle aree

Appaltati da Cilp importanti lavori sui capannoni – E parte anche l’impegno degli indonesiani di Musim Mas con la Masol

Paduletta invasa dalle auto allo sbarco.

LIVORNO – La piattaforma Europa è uno dei grandi progetti del porto labronico proiettato nel futuro. Ma fa parte della filosofia di un sistema marittimo del paese che è legata a scelte di grande respiro, non solo locali o nazionali, ma anche europee. E di filosofia, dicevano gli antichi, si può discettare: ma Primum vivere, deinde philosophari (Aristotile, Metafisica). Ovvero: il porto di Livorno non può aspettare le soluzioni della piattaforma Europa e deve vivere anche il presente, accelerando le scelte sulle problematiche più attuali.
Rientra in queste scelte l’assetto delle aree di Paduletta e dell’ultimo modulo della sponda Est della darsena Toscana.
[hidepost]In questi giorni il commissario dell’Authority Giuliano Gallanti ha avviato due iniziative la cui importanza è stata forse sottovalutata. L’una è il tavolo tra i tre terminalisti del ro/ro per un contratto d’area, cioè perché ciascuno consenta agli altri di utilizzare i propri accosti in caso fossero vuoti: iniziativa propedeutica al ventilato (o sospirato) terminal unico dei ro/ro. L’altra è la definizione di quell’UFO che ormai da un paio d’anni almeno è l’insediamento degli indonesiani dell’olio di palma, proprio tra la sponda est della Darsena Toscana e la Paduletta. Poco più di un anno fa, sulla stampa livornese c’erano titoli che annunciavano l’imminente sbarco della Masol, locale braccio del colosso indonesiano Musim Mas, con il suo stabilimento di area. Poi, a metà 2015, la giunta regionale aveva dato il via alla terza linea del biodiesel sempre di Masol “con un investimento di 55 milioni di euro”. L’area, circa 10 mila metri quadri, è stata consegnata da un anno. Naturalmente ci si sono messi di mezzo i tempi del ministero dell’Ambiente, ma adesso sembra che si parta.
Che c’entra con Paduletta? C’entra perché l’area, in affitto alla Cilp, è stata da tempo declassata a semplice piazzale per il traffico delle auto nuove, e i suoi capannoni sono andati in progressivo degrado. Finché la Cilp stessa ha deciso di investirvi due milioni di euro per rifare i capannoni, razionalizzare le aree e valorizzare il terminal. Anche la banchina è in fase di lavori di correzione su alcuni errori. E l’Authority ha consegnato in questi giorni il dragaggio dell’intera Darsena Toscana, compresi i fondali proprio sui quali si affaccia Paduletta. Un’area insomma vitale, sulla quale probabilmente dovremo tornare presto e spesso.

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Pubblicato il
20 Febbraio 2016

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