Darsena a Europa, guerra e (o) pace

Il sopralluogo del ministro Salvini nell’ottobre scorso al cantiere della Darsena Europa
Non c’è pace sul grande sogno della Darsena Europa: tanto che per chi ci crede, e vorrebbe tempi compatibili alla logistica reale, sta diventando un incubo. I fatti più recenti, le dimissioni da vicecommissario della dottoressa Roberta Macii e il disimpegno – che qualcuno ha voluto vedere come polemico anche se lui smentisce – dell’ingegner Enrico Pribaz dal seguirne i prossimi viluppo, sono solo l’espressione di un forte disagio – per usare un eufemismo – del cluster portuale.
Pribaz ha chiesto formalmente di essere sostituito per la Darsena Europa da settembre, dovendo occuparsi dei tanti impegni progettuali e lavorativi dell’Autorità di Sistema Portuale livornese. Da parte sua il commissario nominato dal governo in sostituzione del precedente – il prefetto al posto del presidente dell’Authority Luciano Guerrieri – continua ad essere tirato per la giacchetta dal sindaco, che chiede ripetutamente un tavolo di coordinamento e trascina la volata dei sindacati, anch’essi critici sulla decisione di Roma di aver tolto il bastone di comando all’Autorità di sistema.
Che ci siano – in tutto questo ribollire – valutazioni politiche più che tecniche, sono in molti a pensarlo. Il fatto più grave è che questa tensione ritarda ulteriormente la scelta del gestore privato, cui spetterà il compito anche di creare le infrastrutture portuali e appunto, gestire il maxi terminal livornese. Al quale, peraltro, continuano a mancare le radici terrestri: ferrovie e accessi stradali all’età della pietra, tante chiacchiere sullo sbocco in mare (e non in Darsena Toscana) del Canale dei Navicelli (con conseguente emigrazione di importanti imprese ivi istallate, a cominciare da Gas and Heat), contestate iniziative del demanio dell’Authority in campo sociale per la piccola nautica, velleità ambientali (cold ironing) al palo o quasi, ritardi di definizioni operative a Piombino…
Insomma, non sembra che la gestione Gariglio si stia presentando, parole e proclami a parte, in una pace portuale dedicata a realizzazioni produttive.
(A.F.)











