Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

L’era delle grandi Alleanze e gli interrogativi sui porti

La concentrazione delle compagnie dei containers e i riflessi sugli scali marittimi – La posizione dell’Italia con il richiamo del ministro Delrio contro i “sogni”

LONDRA – C’è un anno di tempo, ma i giochi sono davvero duri per lo shipping mondiale. E così si definiscono nuove alleanze, che per qualcuno sono di sopravvivenza ma che per gli analisti ridisegnano in modo più complesso un mondo del trasporto marittimo che guarda a un futuro nemmeno troppo immediato.
[hidepost]E’ il caso, di cui stanno parlando un po’ tutti, dell’annuncio della nascita di “Alliance”, capitanata dalla tedesca Hapag-Lloyd e che già ha raccolto l’adesione di Hanjin, Mol, Nyk, K-Line e del colosso di Taiwan Yang Ming. Anche senza considerare che probabilmente altri confluiranno (ci sono preavvisi di Hyundai, ma non solo) l’attuale consistenza di “Alliance” è di 620 navi portacontainers, una capacità complessiva di 3,5 milioni di Teu e quasi il 20% della disponibilità di stiva.
Con “Alliance”, che adesso opererà con la consueta trafila per i permessi internazionali anti-trust e dovrebbe diventare operativa nella prossima primavera, sono ormai tre le grandi alleanze: c’è la “2M” di Maersk e Msc e la “Ocean 3” che ha messo insieme Evergreen, Cosco, Cma-Cgm ed Oocl. Ma sta diventando evidente che anche nella prospettiva più lontana, le compagnie che rischiano di rimanere da sole non avranno molte chances. Se un tempo “piccolo era bello”, lo shipping mondiale non lo consente più.
Bisogna adesso capire quali riflessi avrà questa nuova articolazione del mondo degli armatori nella portualità: sia in quella mondiale, sia in particolare in quella italiana. Alcune delle alleanze – in atto o in fieri – hanno anche importanti ramificazioni terminalistiche, direttamente o indirettamente. Non è difficile prevedere che così come si concentrano i servizi navali, si guarderà anche a concentrare i servizi portuali. Vorrebbe dire che si sceglieranno solo pochi porti, da potenziare e da rendere estremamente funzionali anche per le grandi e le grandissime full-containers? E quale incidenza avrà l’entrata in funzione del nuovo canale di Panama, non solo per le rotte americane ma anche per quelle Round-the-World? E infine: l’Italia, ancora una volta “ventre molle” dell’Europa della logistica, sarà in grado di ricavarsi uno spazio importante, quando il ministro delle infrastrutture e trasporti Delrio proprio in questi giorni ha ammonito che “sognare è bello, ma il governo intende consentire solo la realizzazione di pochi progetti portuali funzionali”. Quali, quando e con quali risorse?
A.F.

[/hidepost]

Pubblicato il
21 Maggio 2016

Potrebbe interessarti

Livorno: leviamo i levatoi!

D’accordo, ora che il guaio è successo – ponte levatoio bloccato, porto industriale isolato, tutti improvvisamente a maledire l’assurdo snodo del Calambrone – finalmente La mia non è più vox clamantis in deserto: e...

Leggi ancora

Il dito e la Luna

La guerra all’Iran, una delle tante feroci guerre in corso, ha dunque colpito in pieno il lato debole dell’economia nazionale, i flussi d’energia. Gli analisti di tutto il mondo hanno chiarito – come ha...

Leggi ancora

…Eppur si muove?

Il ponte dei sospiri, sulla foce del Calambrone a Livorno, sembra finalmente nella fase di sospirata riscoperta della sua priorità. Al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani va riconosciuto che nel recentissimo incontro con...

Leggi ancora

Meglio Tardino che mai

Non ci rimane che riderci sopra. A Palermo, dopo più di un anno, le forze politiche hanno smesso di scannarsi tra loro e finalmente hanno concordato sul nome del nuovo presidente dell’Autorità di Sistema...

Leggi ancora

Ets, masochismo o ignoranza?

Nel recente incontro a Roma sulla pianificazione europea dei trasporti marittimi – riferisce un approfondimento della “Federazione del mare” – il presidente di Confitarma, Mario Zanetti, ha evidenziato come la decarbonizzazione sia un obiettivo...

Leggi ancora

Sul ponte dei sospiri

No, non scrivo su quello di Venezia. Ce l’abbiamo anche noi a Livorno il ponte dei sospiri: anzi, quattro ponti dei sospiri, come scrive il direttore riportando l’accordo sottoscritto a Firenze, sul tavolo della...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio