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TDT, entra in servizio da domani anche la seconda super-portainer

L’impegnativo potenziamento del settore mezzi di banchina arriva mentre cominciano i lavori per spostare i tubi Eni nella strettoia del Marzocco – Le difficoltà e i tempi

LIVORNO – Il terminal TDT della Darsena Toscana completerà probabilmente domani, 22 dicembre, l’aggiornamento del sistema di portainers che è iniziato alla fine dell’anno scorso con i due nuovi mezzi di sollevamento (i numeri 7 e 8 in banchina) calibrati sulle esigenze delle grandi navi.
E’ prevista infatti per domani l’entrata in servizio dell’ottava portainer, totalmente “revampizzata”, che come l’altra gru gemella che già opera da alcuni mesi è in grado di arrivare con il proprio sbraccio fino alla 18ª fila di contenitori. In sostanza, le due portainers dell’ultima generazione possono operare anche con navi fino a 8/9 mila Teu: quelle unità che una volta completati i lavori di spostamento ed approfondimento dei tubi dell’Eni nella strettoia del Marzocco saranno in grado di approdare in Darsena Toscana.
[hidepost]Praticamente in parallelo con l’entrata in servizio dell’ottava gru di banchina al TDT cominciano anche i lavori di escavo sulle due sponde della strettoia del Marzocco per lo spostamento dei famigerati tubi Eni. Ci sono voluti oltre due anni di faticose trattative con tutte le istituzioni, da quelle locali a quelle regionali e nazionali, per avere finalmente approvato il progetto che prevede due “pozzi” di quasi 30 metri di profondità; dai quali, una volta finiti e consolidati, partirà il nuovo microtunnel destinato ad accogliere sia i cavi Eni che altre condotte elettriche. Non si tratta di un lavoro banale: specialmente i “pozzi” sono una vera e propria sfida di ingegneria, in quanto insisteranno – specialmente quello sulla sponda del Marzocco – su terreni da consolidare e da impermeabilizzare. Risulta siano tra i “pozzi” più profondi mai realizzati in aree portuali italiane. tempi previsti per completare l’opera, tra un anno e mezzo e i due anni, a seconda dei materiali che verranno trovati negli scavi e alle difficoltà della impermeabilizzazione dei “pozzi” stessi.

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Pubblicato il
21 Dicembre 2016

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