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L’antica torre della Gorgona rischia il crollo: e va salvata

LIVORNO – È un grido di allarme per salvare la Torre della Gorgona quello lanciato da Andrea Morini, assessore comunale con delega ai rapporti con l’Isola, nella recente conferenza stampa alla quale hanno partecipato anche l’ex consigliere del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, guida ambientale e naturalista, Angiolo Naldi e l’architetto Enzo Persico. Il monumento storico, il più antico del comune livornese insieme alla Quadratura dei Pisani, sta correndo un forte pericolo di crollo: “Si tratta di una emergenza che riguarda il lato sud della torre ed occorre agire al più presto per evitare danni irreparabili” ha detto l’architetto Persico che ha constatato nell’ultimo controllo del mese scorso un severo aggravamento delle condizioni.

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La Torre (o Rocca) Vecchia è collocata su un’altissima falesia a picco sul mare e si staglia nell’azzurro del cielo in un contrasto di colori capace di suggestionare chiunque – lo sa bene chi ha potuto vederla da vicino, visitarla è impossibile da circa 10 anni per questioni di sicurezza – è un patrimonio di tutti ed è inaccettabile che l’incuria possa determinare il suo crollo.

Dai controlli effettuati precedentemente da Morini, insieme ad alcuni consiglieri comunali, erano già state rilevate le preoccupanti condizioni di stabilità del monumento tanto che un anno fa fu presentata una mozione del M5S alla Regione affinché se ne facesse carico, quanto meno per la messa in sicurezza. Mozione che è stata approvata, ma per la quale non sono ancora state allocate risorse . “Oggi dunque, vista l’emergenza e le ristrettezze dei vari enti – ha detto l’assessore – riteniamo necessario convocare un tavolo ad inizio anno con tutti gli attori coinvolti ovvero con il Demanio, la Soprintendenza di Livorno e Pisa, la Casa Circondariale di Livorno e Gorgona, l’Ente Parco ed il Comune di Livorno per capire intanto le competenze di ciascuno e poi come poter intercettare risorse, anche rivolgendoci ai privati, alle fondazioni, alle associazioni..”.

Va sottolineato che per l’intervento prioritario riguardante la messa in sicurezza della parte più a rischio, per evitarne il crollo che determinerebbe il collasso di tutta la struttura, la spesa stimata dall’architetto Persico è davvero molto contenuta visto che si tratta di poche migliaia di euro.

Il primo impianto del monumento era probabilmente proprio una torre edificata dalla Repubblica di Pisa, poi trasformata con interventi successivi in una fortificazione medievale più articolata definita da Persico un bellissimo esempio di ingegneria medievale; che sfrutta le caratteristiche orografiche della falesia, con un nucleo originario che conserva ancora decorazioni pittoriche ed elementi in argilla, cresciuto nel tempo fino ad acquisire le trasformazioni architettoniche del periodo rinascimentale. Una struttura per tre quarti a picco sul mare a 206 metri di altezza, tutt’altro che banale dunque, con significati storico architettonici di grande rilievo che, secondo il naturalista Naldi, ha elementi di unicità rispetto ad altre fortificazioni non solo nell’arcipelago toscano ma nel più ampio ambito della costa tirrenica.

Per salvare questo patrimonio culturale le difficoltà nascono non solo dalla mancanza cronica di fondi pubblici ma anche dal fatto che la torre si trova su un’isola e per di più su un’isola carcere che è all’interno di un ente parco. La gestione delle iniziative che la riguardano dunque è complessa, ma l’amministrazione comunale intende percorrere tutto l’iter per arrivare, speriamo non troppo tardi, alla soluzione del problema. Intanto potrebbero essere effettuate le opere di diserbo all’interno delle mura con la manodopera dei detenuti – come in passato era stato discusso con la direzione del penitenziario – per poi, a decisioni avvenute, intervenire sulle maggiori criticità e mettere a punto un progetto a medio-lungo termine di ripristino della Torre per farla diventare un polo di attrazione turistica. Il progetto di ripristino totale è già stato ideato dell’architetto Persico e prevede step di interventi in alta sicurezza, con personale qualificato, e con utilizzo di georadar per scoprire quanta altra storia si nasconde in quest’isola che ne è così permeata. Ma ora bisogna far fronte all’emergenza, subito.

C.G.

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Pubblicato il
16 Dicembre 2017

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